Piazza dei Quiriti III

Piazza dei Quiriti

- Che prendi?
- Io una caipirinha
- Io no, margarita… frozen margarita…

[...]

- Belle le mie scapucce eh?
- Bellissime… rosse poi… Io ho fame… tu?
- Anch’io…
- Mangiamo le fajitas? [Con una J impeccabile]
- Hai imparato eh?
- Voglio pure le alette! [Occhi tipo gatto di Shrek]

[...]

- Dovresti vederlo… rimarresti incantato… uno dei parchi naturali più belli del mondo…
- Ma puoi fermarti a fare le foto?
- Si… pensa che – non chiedermi perchè – questo parco è stato fatto dall’imperatore thailandese… quando entri c’è un laghetto in stile orientale con le carpe e le ninfee… eppoi ci sono i pinguini, le tigri, i coccodrilli…
- Crocco-dilli…

[Due tavoli accanto si alza una ragazza con un terranova]

- Bello eh?
- Bellissimo… stupendo…
- Anche quello di “Io & Marley” è bello…
- E’ la mia razza preferita…
- Com’è che si chiama quella razza che non mi viene?
- Non te lo dico! [Sorride]
- Daiii… cazzo! Non me lo ricordo…

[Accanto a noi due coppie in due tavoli diversi]

- Allora? Questa razza? Cercala su internet, no? [Con aria di sfida]
- No-oo… me lo devo ricordare…
- [Sbarra gli occhi] Hai sentito quello al telefono? “Sto co’a'regazza mia”..
- Essì, perchè quell’altro? In tre frasi ha infilato 20 volte la parola cazzo…
- [Sghignazza] Certo che io e te siamo proprio due pettegole…

[...]

- Un’altra margarita? [E' la terza... oltre le due caipirinha di prima...]
- Si…
- Una in due?
- Si…
- [Zompando sul tavolo] Labrador! Labrador cazzo!
- [Ride come una pazza...]

[...]

- Hai chiesto il conto?
- [Lasciando la mancia sul tavolo] Si…
- Hai già pagato? Umpf… [Fa la minacciosa]
- Si… andiamo… prendo prima una cosa in macchina e poi ci mettiamo seduti lì…

E’ difficile spiegare perchè non scrivo più come prima, cerco di spiegarmelo io innanzitutto. Non c’entra niente Facebook o altre stronzate varie. C’entrano le burrasche che ti passano dentro.
Un po’ di mesi fa ho messo una canzone qui, due-tre post sotto: ho chiamato quel post “I’m supersonic man… do you wanna buy a rocket?”, che altro non è che un passaggio della canzone stessa. C’è stato un momento in cui ogni singola parola di quella canzone era il mio stato d’animo, lo strappo, la lacerazione che sentivo dentro. Ho provato a spiegarlo ma ho commesso un errore: sono stato aggressivo, anche gratuitamente. Non mi sono solo difeso, ho attaccato tutto quello che mi si parava davanti. Mi spiace. Ho i miei tempi per metabolizzare certe cose, ma mi spiace.
Non so se sono un uomo supersonico, me lo sono chiesto spesso in questo periodo. Forse no. Anzi: sicuramente no. Però passo qua e leggo una storia, leggo un racconto. Leggo che in questa piazza dove torno ogni volta tutto è rarefatto, i colori, le parole, il rumore dell’acqua…

Ah, dimenticavo: in macchina ho preso la macchinetta fotografica…

Scarpe

Riot

Sobre todo, sean siempre capaces de sentir en lo más hondo cualquier injusticia cometida contra cualquiera en cualquier parte del mundo.

I’m supersonic man… do you wanna buy a rocket?

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Mi sento così…

[Lightning]

lightning

- “It even rained the day I was born.”
- “You’ve got it all wrong. You were the lightning in that rain.”

Walk to run

Mi siedo in giardino e guardo su. Lascio abituare gli occhi al buio, i gatti sono sul letto della veranda, gli altri dormono ed io giocherello con una fogliolina di salvia. Cinque minuti, è quanto basta dopo aver spento le luci perchè le stelle mi cadano addosso. Così ho fatto, tutte le sere, per tutti e venti i miei giorni di mare. Venti giorni esatti per cercare di fermare tutto e prendere fiato.
Così mi ritrovo a guidare verso Roma chè il mio mare è già finito e penso a questi venti giorni, a quello che mi hanno dato e quello che mi hanno tolto. E so che dal giorno dopo tutto ritornerà uguale.
Invece torno diverso, con una determinazione che non ho perso col tempo, ma solo accantonato. Perchè – come ho scritto in un messaggio – “Il mio essere accondiscendente non significa comunque che io abbia deciso di chinare il capo“. E non contano i motivi per cui l’ho accantonata, conta che è ancora lì. L’avevo solo messa da parte, in secondo piano.
Sono stati due anni difficili, per molti, tanti motivi: alcuni momenti sono archiviati qui, altri nel cuore e basta.
Così, proprio mentre rientro dai miei 20 giorni, decido di cambiare velocità.
Decido che è tornato il momento di fare sport perchè devo liberare energia. Di sorridere e ricevere sorrisi, perchè fanno bene al cuore. Di chiamare l’avvocato e fargli preparare due decreti ingiuntivi. Di comprare delle piantine ed avere i fiori sulle ringhiere. Di tenere di più alla mia casina. Di ascoltare e cercare di mettere in pratica. Di mantenere il più possibile la calma. Di fare un nuovo tatuaggio, se non due. Di scrivere di nuovo qui come ho fatto fino a un po’ di tempo fa. Di non dire solo “Mi manchi” ma di riuscire a trasmetterlo. Di creare il tempo per stare bene. Di pensare ad occhi belli e di dirlo. Di sistemare una volta per tutti i debiti. Di tenere sotto controllo il CUORE. Di dare e ricevere calore. Di essere l’IM di Agosto 2006, perchè questo sono io.
Mi sbagliavo quando dicevo che il tempo m’ha indurito: è vero, m’ha rafforzato.
Tra poco preparerò la borsa della palestra e poi andrò a dormire. So già che domani prima sputerò i polmoni sul tappeto e poi avrò un appuntamento molto importante. Ma va bene così. Fino adesso ho camminato. Ora corro.

WALK TO RUN

[Questa sera]

Che questa sera
è una sera normale
se ne accorge perché torna come sempre da solo
poi da solo mette in tavola il pane
apre il frigo e comincia a mangiare
nel silenzio sente un bimbo che piange
sta finendo anche il telegiornale

Luca Carboni – Questa sera

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Fuoco Amico

Fa troppo caldo stasera, l’aria è ferma. Tirasse almeno un po’ di scirocco, niente. Tutto immobile, come questo lunedì appena passato. Questa settimana si aperta con la stanchezza addosso ed al tempo stesso con la voglia di fare qualcosa. Come avere una carica dentro e non riuscire ad innescarla; essere lì sul punto di scattare ma non riuscire a dare la scarica di adrenalina.

Eppoi è da oggi che ho in mente queste parole: Fuoco Amico. Non riesco a togliermele di dosso, penso al perchè. Cerco di codificare questi termini, mi chiedo quale significato dia io a queste parole, a cosa facciano pensare. Immagino svariate situazioni, nessuna che riesca ad esprimere questo modo di dire.

Fa troppo caldo anche per bere stasera, ma fa niente. Rompo due cubetti di ghiaccio nel bicchiere e vado in balcone…

Piazza dei Quiriti II

- A me una caipirinha…

- Due…

[La scena è la stessa di UN ANNO FA. Due caipirinha, stesso tavolo, stessa aria gommosa.]

- C’è la menta…

- Come la menta? … … Vero… si sono sbagliati… è un mix tra caipirinha e mojito…

[Stasera c'è gente, forse perchè è presto. Gioco con la solita cannuccia nera, stavolta è una sola, l'altra è trasparente.]

- Possibile che non sappiano fare una caipirinha come si deve? La faccio meglio io… umpf…

- Lo so che la fai meglio te… e neanche poco…

- Beh, io comunque ho fame… che mangiamo???

- Faiitas…

- Fajitas, si dice fajitas con la j… su, dai prova…

[Accanto a noi una tavolata di coppie-in-tiro, quelle vestite bene per l'occasione. Il tequilero gli sta preparando tre boom-boom.]

- A me non piace…

- A me solo con sale e limone…

- Mah… non capisco che gusto ci sia negli shots…

[Sorridiamo vedendo il tipo più spavaldo tirar giù i tre bicchierini e diventare paonazzo.]

- Quando l’altra sera dicevo che col tempo mi sono indurito…

- Rafforzato direi…

- Indurito… meglio…

[La serata passa così: altre due caipirinha (senza menta), le fajitas, le chiacchiere spensierate. E la panchina. Sta lì, sembra aspettarci di anno in anno.]

Non so quanto il tempo, il modo di vivere, gli schiaffi mi abbiano indurito o rafforzato. A volte ho l’impressione di non riuscire a dare molto o quello che vorrei dare. Non lo so.

Però so che a Roma c’è una piazza dove respiro, dove guardo, dove vedo occhi belli.

[Silenzio]

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“E’ che le nostre parole non sanno più dove andare
certe volte vanno in giro da sole, ecco, perché fanno male
come faccio a farti capire
a dire tutto senza dire niente senza farti soffrire”

Zanne

Noi non siamo uomini travestiti da cani, siamo lupi travestiti da uomini

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