Agosto 2006

Blogday 2006

Inutile dire che, per un neofita come me del blog, senza la segnalazione di Giggimassi questo post non sarebbe mai esistito.

Mi dispiace inoltre scrivere questo post a giornata ormai inoltrata ma motivi di lavoro mi hanno impedito di farlo prima!

Cito testualmente:
Nella giornata di oggi, i blogger che aderiscono devono scrivere un post su cinque blog che consigliano ai propri lettori: in teoria dovrebbero essere blog che non avete nel blogroll, oppure blog “diversi” dal vostro, se non addirittura di nazionalità diversa. Lo scopo del BlogDay è infatti quello di far conoscere nuove culture, nuovi punti di vista e favorire lo scambio di idee.

Comunque ecco i miei 5 blog:

Parolibero: Giggimassi è un amico, è il marito dell’unica amica che ho e papà della mia “nipotina” Vittoria.

Pasta al tonno: imperdibili i suoi Wonka Test!

Il viaggio: un blog scoperto per caso il giorno in cui è nato. Belle parole. Sempre.

CinnamonTea: piacevole da leggere e da guardare.

Buona la prima! Ma anche la seconda: essendo un neofita e non avendo un blogroll fornitissimo, ne ho scelto uno a caso. Ovviamente ispirato dal titolo del blog.

[Senza Parole] #5

Let the daylight in on a better day
It’s been too long we’ve been
Living under a raincloud

Lighthouse Family - Raincloud

Mood-diamoci…

Ecco quello che ci voleva: un bel plugin per indicare il mood, lo stato d’animo del momento in cui si scrive…
Il plugin in questione è Cricket Moods di Keith Constable.

Vedi Giggimassi che di buoni motivi per passare a Wordpress “stand-alone” ce ne sono a bizzeffe?

Saggezza popolare…


Addò pastin’ ‘o grano, ‘o grano cresce
riesce o nun riesce, semp’è grano chello ch’esce

Three is pegg’ che two…

E dopo il Piaggio MP3, ecco spuntare un altro ibrido: il Carver.

Ora, tralasciando l’aspetto meramente economico (a partire da 30.000,00 €), quello che mi lascia perplesso è l’aspetto pratico del mezzo in questione. Un veicolo a due ruote dovrebbe - e sottolineo dovrebbe - avere dalla propria parte la praticità, requisito fondamentale per essere usato a pieno in una città come Roma. Come è possibile - anche minimamente - pensare che un veicolo di questo genere, permetta di svicolare nel traffico del LungoTevere alle 8.00 di mattina, qualcuno deve ancora spiegarmelo.
Per allargare un po’ il discorso, prendiamo l’esempio classico: il TMax della Yamaha.
Iniziamo subito col dire che - imho - un aggeggio del genere altro non è che la proiezione, nel mondo delle due ruote, della cosiddetta “Sindrome da SUV”. Costo elevatissimo, ingombro notevole, consumi da jet: ecco quali sono le vere caratteristiche del TMax e di tutti i suo alter-ego (Burgman, Silverwing ecc.). Cosa spinge allora il romano medio ad anelare un mezzo del genere? La risposta è semplice: la cazzataggine. Perchè, oltre la pratica “bruciasemafori”, un mezzo del genere non dà nulla in termini di manegevolezza tra la fila lungoteverina di cui sopra, se non rappresentare una sorta di status symbol a tutti gli effetti.
Ed allora li vedi lì, belli precisi, con il loro TMax (possibilmente con scarico Akrapovic, viterie in ergal e casco rigorosamente Momo Design) sgasare all’accensione del giallo pedonale e partire a mazzetta (per poi - ovviamente - bruciare i freni dopo 100 mt.)… La vita però dà soddisfazioni inaspettate: passare in pieno curvone sull’Olimpica un attrezzo del genere sul proprio SH, non ha prezzo.

Da un mese, prezzo non ce l’ha nemmeno lasciarli sul posto…

Ghghgh…

[Senza Parole] #4

“Avevano parlato a lungo di passione e spiritualità.
E avevano toccato il fondo della loro provvisorietà.
Lei disse sta arrivando il giorno,
chiudi la finestra o il mattino ci scoprirà.
E lui sentì crollare il mondo,
sentì che il tempo gli remava contro,
schiacciò la testa sul cuscino,
per non sentire il rumore di fondo della città.
Una tempesta d’estate lascia sabbia e calore.
E pezzi di conversazione nell’aria e ancora voglia d’amore.
Lei chiese la parola d’ordine, il codice d’ingresso al suo dolore.
Lui disse “Non adesso, ne abbiamo già discusso troppo spesso,
aiutami piuttosto a far presto,
il mio volo lo sai partirà tra poco più di due ore.
Sentì suonare il telefono nella stanza gelata
e si svegliò di colpo e capì di averla solo sognata.
Si domandò con chi fosse e pensò “E’ acqua passata”.
E smise di cercare risposte, sentì che arrivava la tosse,
si alzò per aprire le imposte,
ma fuori la notte sembrava appena iniziata.
Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai.
Potranno scegliere imbarchi diversi, saranno sempre due marinai.
Lei disse misteriosamente “Sarà sempre tardi per me quando ritornerai”.
E lui buttò un soldino nel mare, lei lo guardò galleggiare, si dissero “Ciao!”
per le scale e la luce dell’alba da fuori sembrò evaporare.”

Francesco De Gregori - Compagni di viaggio

L’uomo dei fari…

Jean GuichardHo sempre avuto una passione smodata per i fari, specie se contornati dal mare in tempesta. Non chiedetemi perchè, ma è così. Quale occasione migliore, quindi, quella di ritrovarsi una casa (ehm…) per infarcirla di stampe? L’immagine in questione è di Jean Guichard, il fotografo dei fari. Non so come abbia fatto a realizzare certe foto nè tantomeno se siano ritoccate al computer, fatto sta che alcune di esse sono veramente mozzafiato.

E, per chi fosse interessato, su Art.com un fornitissimo catalogo.

Immagini #01

Spezie

Pensiero della Buona Notte

Non rinunciare ad un sogno solo perchè pensi che ti ci vorrà troppo tempo per realizzarlo, il tempo passerà comunque.

(Dedicato a me ed a chi me l’ha detto)

Lighthouse

Phare de la Jument
Ogni parola è superflua…

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