[Senza Parole] #4
“Avevano parlato a lungo di passione e spiritualità.
E avevano toccato il fondo della loro provvisorietà.
Lei disse sta arrivando il giorno,
chiudi la finestra o il mattino ci scoprirà.
E lui sentì crollare il mondo,
sentì che il tempo gli remava contro,
schiacciò la testa sul cuscino,
per non sentire il rumore di fondo della città.
Una tempesta d’estate lascia sabbia e calore.
E pezzi di conversazione nell’aria e ancora voglia d’amore.
Lei chiese la parola d’ordine, il codice d’ingresso al suo dolore.
Lui disse “Non adesso, ne abbiamo già discusso troppo spesso,
aiutami piuttosto a far presto,
il mio volo lo sai partirà tra poco più di due ore.
Sentì suonare il telefono nella stanza gelata
e si svegliò di colpo e capì di averla solo sognata.
Si domandò con chi fosse e pensò “E’ acqua passata”.
E smise di cercare risposte, sentì che arrivava la tosse,
si alzò per aprire le imposte,
ma fuori la notte sembrava appena iniziata.
Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai.
Potranno scegliere imbarchi diversi, saranno sempre due marinai.
Lei disse misteriosamente “Sarà sempre tardi per me quando ritornerai”.
E lui buttò un soldino nel mare, lei lo guardò galleggiare, si dissero “Ciao!”
per le scale e la luce dell’alba da fuori sembrò evaporare.”
Francesco De Gregori – Compagni di viaggio
si, due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai.
Nell’omelia di ieri il prete spiegava un passo di S. Paolo (Lettera agli Efesini 21 e ss.): “…mogli siate sottomesse ai mariti come al Signore;…mariti amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa; …Siate sottomessi gli uni agli altri…!”
Spiegava che “essere sottomesso” a un altro è stare sotto di lui, quindi SOSTENERLO! Ecco non ci avevo mai pensato…
chi si sottomette all’altro, in realtà lo sostiene, con amore e senza prevaricazione.
Sostenersi a vicenda, ecco quello che devono fare due buoni compagni di viaggio.
:*
Era bellissima quell’omelia: la coppia sia il regno dell’Amore, non del Potere…quante volte ce ne dimentichiamo!
E’ vero: due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai… dovrebbero rimanere l’uno al fianco dell’altra per sostenersi, incoraggiarsi, condividere. Spesso, però, si è solo superficialmente compagni di viaggio. Alle prime brume autunnali del dolore, l’occasionale compagno si scioglie come neve al sole… Fortuna che altre volte non è così… altre volte si trova veramente un alter-ego che ci ama per ciò che siamo in ogni momento della nostra vita. Beh… che dire… sono fortunata… :o)
Per rimanere in tema, l’importante non è l’imbarco che si sceglie ma il ritrovarsi sempre nella stessa taverna al porto.