Ottobre 2006

Pensieri sparsi?

No.

Uno solo.

On air:
E con le stesse scarpe camminare
per diverse strade
o con diverse scarpe
su una strada sola”

Francesco De Gregori - Sempre e per sempre

STRAordinario…

36 ore fa circa, un senso di vuoto improvviso ed una frenata errata a 40 chilometri orari mi hanno trascinato sull’asfalto per una ventina di metri. Moto rovinata quanto basta, palmare da buttare, ginocchio sinistro abbastanza scartavetrato ed escoriazioni varie…

Reazione immediata - accompagnata da smadonnamenti vari in rigoroso stile anglosassone - è stata quella di preoccuparmi dei danni materiali.

Oggi, a distanza di una manciata di ore, mi rendo conto che avrei potuto perdere - per una cazzata - tutto quello che c’è e che ho di STRAordinario…

On air:
Perché la vita è incontrarsi e illuminare il buio
e la vita è scontrarsi magari sotto il sole
dove si incontrano donne sulle biciclette
con il vento contro che gli scopre le orecchie

Si può anche morire per certe carezze…
perché la vita è morire per certe cose non dette
ed è là dove contano gli imbarazzi…
gli imbarazzi e le timidezze.

Luca Carboni - Lungomare

Bisbigli

Non dormo ho gli occhi aperti per te,
guardo fuori e guardo intorno
come è gonfia la strada
polvere e vento nel viale del ritorno… “

Tre mesi fa iniziavo iniziavo un post con la stessa canzone, ma con una strofa diversa.
In tre mesi succedono molte cose. Alcune situazioni sbiadiscono, facendo posto a nuove situazioni. Cambiano le prospettive… non è detto che migliorino, ma cambiano… e questo è già un bene di per sè…

E’ cambiata prospettiva:non ho peccato, se ho sbagliato ho provato anche a rimediare, ci sono stato, sono tornato.

Nonostante abbia lo stomaco trinciato a metà e la testa a spasso, le prese di coscienza e le “sliding doors“… nonostante tutto - oggi - questa è la strofa vorrei bisbigliare
Anzi, vorrei perdermi nel bisbiglìo

On air:
Vinicio Capossela - Ovunque proteggi

[Senza Parole] #11

The morning sunrise spread her wings
while the moon hung in the sky
held the sea in your hands
and happy everafter in your eyes

couldn’t leave you to go to heaven
i carry you in my smile
for the first time my true reflection i see
happy everafter in your eyes

every star in the night
promises the dawn
i will be there if you fall
to ever so heavily rest upon

all that i can give you
is forever yours to keep
wake up every day with a dream
and happy everafter in your eyes

happy everafter is in your eyes

Ben Harper - Happy everafter in your eyes

Pensieri sparsi (…e tre!)

Vivo il quotidiano in singolo, il massimo sistema ancora in doppio.

***

Sei tossico sempre di cose che non sono tue“: recita così un verso di una canzone di Ligabue.
Lo sarei anche se fossero mie, di più…

***

Sempre ragionando in termini di “massimi sistemi”: rendersi conto di aver lisciato per un quarto d’ora un appuntamento importante dà una strana sensazione, simile ai deja-vu. Sconforto e consapevolezza. E ci si sente perennemente in ritardo…

***

Tanto per rimanere in tema di Funamboli: l’errore più comune è sminuire quello che si ha. E non capire che, per la stessa cosa, un’altra persona farebbe salti mortali.
E quanti ne farebbe… magari dicendoti con lo sguardo: “Ma non ti rendi conto di quello che hai?

***

Prendere coscienza di una cosa può far male. Continuare a negarsela è ancora peggio.

***

Vorrei installare un iTunes al giorno…

On air:
[Instrumental]

Boney James - In the rain

Similitudini

Goccioline sparpagliate che accelerano… rallentano… scartano improvvisamente… si uniscono le une con le altre e si ridividono…
Quasi a seguire un tracciato invisibile… ed imprevedibile…
Questo è quello che osservavo in questa giornata “londinese”, mentre l’acqua giocherellava sul parabrezza della mia auto…

E la similitudine con il genere umano è inevitabile…

On air:
[Instrumental]

Keiko Matsui - Light in the rain

La mela…

E chissà tu dove sei stasera, con chi dividerai la mela
chissà tu cosa fai stasera e con chi scioglierai la vela…”

Michele Zarrillo - Strade di Roma

Me ne tornavo a casa dopo una piacevole serata e la radio suonava questa canzone…

Potrebbe sembrare facilmente associabile, in realtá continua a ronzarmi in testa portandomi da tutt’altra parte…

Avvitamenti

Disperato con allegria. Mi sento così.

Per avere la mia dose di colpe e non essermene accorto in tempo.
Per non godermi mai appieno ciò che viene.
Per dire “Adesso basta” e poi ricaderci di nuovo.
Per essere costretto sempre a giustificarmi.
Per “avvitarmi” ogni volta su me stesso.

Mi prendo un pò in giro, sorrido e vado avanti…

On air:
“Piango e sorrido sotto un cielo di fango
che non mi lascia il tempo di decidere niente
quest’abitudine stanca e gia’ la voglia mi manca
anche per dire Ciao come stai?
poi faccio tredici con la mente sognando un futuro piu’ rassicurante
di questi giorni operai sempre piu’ fragili sempre piu’ difficili da trovare”

Bracco Di Graci - Uomo

Di emozioni…

Mi emoziono.
Non mi commuovo, ma mi emoziono.

Di fronte alle immagini delle Cascate Vittoria in questo film
Per il sax di Gato Barbieri in “Modena” a cui sono particolarmente legato…
Se ripenso al mio cane, compagno sempre presente…
Per le parole dette con gli occhi…
Per le attese…

Mi emoziono ancora.
Ci ripensavo mentre rientravo a casa stasera.
E, nonostante tutto, ne sono fiero.

On air:
Con le nostre famose facce idiote, eccoci qui.
Con i nostri sorrisi tristi, a parlarci ancora di noi
e non c’è niente da scoprire, niente da salvare
nelle nostre parole.
Ricordi, libri da buttare, frasi da imputare
di due bandiere dritte in faccia al sole.
Ma cos’è questa nuova paura che ho?
Ma cos’è questa voglia di uscire, andare via?
Ma cos’è questo strano rumore di piazza lontana,
sarà forse tenerezza o un dubbio che rimane?
Ma siamo qui, a Modena,
io resto qui a guardarti negli occhi, lo sai.
E non c’è tempo per cambiare,
tempo per scoprire un nuova illusione.
La nostra vita è Coca-Cola, fredda nella gola
di un padre troppo tempo amato.
Quanto valeva, aver parlato già da allora,
quando tutto era da fare e tu non eri importante.
Ma siamo qui, a Modena,
io resto qui, con un bicchiere vuoto nella mano.
E non c’è tempo per scoprire,
tempo per cambiare cosa abbiamo sbagliato.
La nostra vita è Coca-Cola, fredda nella gola
di un ordine che non abbiamo mai voluto.
Ma cos’è questa nuova paura che ho?
Ma cos’è questa voglia di uscire , andare via?
Ma cos’è questo strano rumore di piazza lontana?
Un nuova tenerezza o un dubbio che rimane.”

Antonello Venditti - Modena

Salve, sono Wolf. E risolvo problemi.

Prendo in prestito le parole che Harvey Keitel pronuncia in Pulp Fiction.
E’ difficile dare spiegazioni. Tanto più a persone che regolarmente ti cercano dopo diverso tempo, ovviamente per chiedere consigli lavorativi.
E’ ancora più difficile rimanere impassibili quando - venuti a conoscenza dei fatti - iniziano a sentirsi in imbarazzo per aver posto una domanda “indiscreta” o che, in base alla risposta, risulti tale.
Si chiama per una domanda lavorativa? Si faccia… se ne facciano anche due. Si chieda pure tutto quello che si vuole. Anche questioni personali.

Ma si faccia in modo di non lasciar trasparire pietà, chè tutto serve tranne che queste pantomime: tanto, attaccato il telefono, io ritorno ad essere il Signor Wolf

On air:
“Voglio alleggerirmi lasciandomi andare
Correndo ai centotrenta senza farmi acchiappare
Ma tu distratta non mi ascolti, anzi mi ferisci
Così mi immagino che qualche volta mi tradisci

Voglio alleggerirmi lasciandoti
Correndo ai centotrenta senza farmi acchiappare
Ma tu distratta non mi ascolti, anzi mi ferisci
Ma in fondo non m’importa anche se mi tradisci”

Bracco Di Graci - Povero Armando

Pagina Successiva »