Ottobre 2006

Houston, abbiamo un problema…

Ho iniziato così una mail mandata ieri ad amici ed inizio così il post di questa notte…

Ora tarda, sensi dilatati, serata con svolta piacevole…

In comune con la missione Apollo il fatto che entrambi giriamo attorno ad una Luna, fallendo l’allunaggio…

Ma se ce l’hanno fatta loro a rientrare, dovrei farcela anch’io…

On air:
“Si
Tu dicevi che per me morivi
What do you say
Ma ti vedo ancora viva”

Zucchero - Niente da perdere

Suddenly…

Non è giornata: me lo sono ripetuto quasi come un disco incantato, oggi…

Come può essere una giornata iniziata tra moto-funambolismi lungoteverini® e relativa coda alla Posta per spedire un paio di raccomandate? Come può essere - d’altronde - una buona giornata quando tra cellulare, telefono e fax sembra di essere una succursale di Atesia?
Diciamoci la verità: un novello Alighieri - oggi - una collocazione in uno dei gironi infernali, me l’avrebbe trovata sicuramente. E senza neanche troppo pensare…

L’ennesima telefonata mi prende in contropiede: “Ho una cosa per te… passo al volo e prendiamo un caffè… eh?“. Impossibile dire di no. Ed ecco che dalla borsa esce una stupidaggine: un panetto di pasta di mandorle (quello per fare l’orzata, per intenderci) di cui il sottoscritto è - riduttivamente parlando - ghiotto.
Il tutto condito da un sorriso disarmante…

Oggi è decisamente giornata: continuo a ripetermelo da metà pomeriggio…

On air:
[Instrumental]

Marcus Miller - Sun don’t lie

Parolibero su “Scrittomisto”!

Segnalo a tutti L’incredibile anno del Subbuteo, il racconto con cui Gigi Massi partecipa al Gran Premio “Scrittomisto”.

Riporto qui sotto un pezzo del racconto:

C’è un momento, prima di ogni partita di pallone, in cui la domanda risuona angosciosa nell’aria, tra il silenzio di tutti. Palla o scarto significa che una volta formate le squadre, uno dei capitani chiede all’altro se vuole avere l’onore del calcio d’inizio, oppure l’onere di avere in squadra la più clamorosa pippa del circondario. Cioè uno talmente scarso e dai piedi quadrati che di solito lo si manda a giocare a pallavolo con le ragazze.

Io per fortuna c’ho i piedi buoni, vado di dribbling e di tacco con una certa fantasia, anche se il mio difetto è che corro poco, mi stanco subito, sono gracilino e poiché gioco centravanti, finisce che dopo mezz’ora mi piazzo davanti alla porta avversaria senza mai rientrare, tra le bestemmie di chi sta dietro, a fronteggiare l’avanzata nemica. Come un ardito in trincea, aspetto il momento buono per colpire, faccio venti metri, uno scarto da faina al difensore e poi la bomba di destro o di sinistro, ché i piedi nel calcio per me pari sono.

Inutile dire che in squadra mi odiano, perché faccio la bella vita là in attacco e non il mazzo a centrocampo o in difesa, però c’è anche da dire che risolvo spesso le situazioni, o perché mi dice culo, o per le papere del portiere: insomma la verità è che mi tollerano perché  - di quando in quando - la butto dentro.

Palla o scarto? E’ una questione filosofica, psicologica ed esistenziale. Se sei considerato scarto ti rimane un trauma per tutta la vita, sicuro quant’è vero che Manfredonia si vendeva le partite. A me però, lo “scarto” di turno mi fa una pena grande. Siccome sono fondamentalmente buono, gli do la palla spesso, cerco di creargli opportunità, per gli altri invece non esiste proprio, non gli servono il pallone nemmeno quando, per caso, si trova in posizione favorevolissima per bucare la rete avversaria.

Il risultato è che quello vede in me un faro, un punto di riferimento, un’oasi nel deserto sociale in cui il buon Dio lo ha voluto relegare privandolo delle abilità calcistiche. Vale a dire: vede in me l’unico che se lo caga e mi si attacca come un’attinia, mi viene sempre incontro se ho la palla, hai voglia io a urlare vai sulla fascia, allargati porca troia, quello niente: lui e il pallone sono due cose diverse, calcia la sacra sfera alla viva il parroco, con un sorriso da ebete che ti chiedi se ci fa o ci è. Insomma mi fa pentire subito subito della magnanimità che gli ho usato.

E allora sai che c’è? Vaffanculo a giocare con Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo.”

Il racconto completo in formato pdf lo potete trovare qui.

Leggete gente, leggete… e votate!

Back again…

“I’m put on the need inside,
can’t stop telling satisfied,
I’m coming to get you back again.
Memories live in the memories,
what good are memories when you take them home alone.
Every kind what it takes so long to find,
love don’t have to be unkind,
it’s a choise we make alone.
I’m put on the need inside,
can’t stop telling satisfied,
I’m coming to get you back again.
I’m alone, more than you’ve ever known,
love is just waiting for somebody to arrive.
So don’t turn away, don’t you make it burn this way
I can let you turn away when I need you to survive.
I’m put on the need inside, can’t stop telling satisfied,
I’m coming to get you back again.
Don’t care what the people say…”

David Sanborn/Michael Sembello - Back Again

Testo introvabile, questo è quello che mi hanno trascritto…
Vale la pena ascoltarla… eppoi in un giorno come questo è ideale…

E dove sta scritto???

Quando: Lunedì 2 Ottobre - Ore 18.20 circa
Dove: In uno studio di Consulenza del Lavoro della Capitale…

InvernoMuto: “Pronto?”
Cliente: “Salve come sta? Sono XXXXX”
IM: “Salve, abbastanza bene. Mi dica…”
C: “Ma i dipendenti possono andare in bagno durante l’orario di lavoro?”
IM: “Beh, si… ehm… certo…”
C: “E quante volte?”
IM: “Ehm… secondo le esigenze fisiologiche della persona…”
C: “E dove sta scritto?”
IM: (con le lacrime) “Da nessuna parte, rientra nelle norme di buona convivenza sul luogo di lavoro e dei diritti della persona…”
C: “Ma è sicuro di quello che mi dice?”
IM: (avvelenandosi con l’inchiosto della stilo) “Si, si… rientrano in quel rapporto diritti/doveri tra datore e lavoratore nonchè dei diritti fondamentali della persona”
C: “Ah… e quindi se va 4/5 volte in una mattinata in bagno, non possiamo fare una lettera di richiamo…”
IM: “Ennò… (‘zzo ne so io, se te sei preso una incontinente???)”
C: “E se mangia una merendina?”
IM: “Prego?”
C: “Dico: e se mangia una merendina?”
IM: (ad libitum) “Scusi eh? Ma che banchetta sulla scrivania di lavoro, sporcando e sbriciolando dapertutto?”
C: “No, cioè si… a volte mangia sulla scrivania…”
IM: “Ho capito, ma sporca?”
C: “No no…”
IM: “E allora problemi non ce ne sono… ‘nsomma, parliamo di una merendina… e che sarà mai? Certo, se mi avesse detto che la ragazza ha rovesciato una coca-cola sulla tastiera è un conto, ma qui parliamo di uno snack…”
C: “Ah ok ok… allora poi ci sentiamo per quella cosa, eh? Mi faccia sapere, mi raccomando…”
IM: “Si si, va bene… arrivederci…”

[Aiuto…]

Pulizie autunnali…

Districandomi tra bonus pensionistici e buste paga, stamattina ho deciso di metter mano alla casella di Gmail (dove confluiscono vari indirizzi email) e fare un po’ di repulisti.
Beh, tra un’email e l’altra (e circa 1200 messaggi spam), sono tornato indietro di quasi due anni nel tempo, rileggendo vecchi messaggi…
Non pensavo che uno strumento così freddo (utilizzato spesso a sproposito) avesse lo stesso effetto del riascoltare una canzone dimenticata o di ritrovare inaspettatamente una foto in un cassetto. Mi sono ritornate in mente persone, luoghi e situazioni che oggi non vivo più… ricordi che - a distanza di tempo - lasciano piacevolmente sorpresi.
Ero quasi dispiaciuto del dover cancellare qualche email: mi sembrava come di strappare una cartolina…

[Senza Parole] #9

“Tu lo sai che non e’ la fine
Si’ che lo sai…
Che viene maggio
E sciolgo le brine
Si’ che lo sai…
Resti d’inverno
Persi nel vento
Io non mi stanco no, no
E vengo a cercarti
In un sogno amaranto
Questo cuore
Sparpagliato
X il mondo se ne va’
“Questo cuore
Disperato
E’ delicato
Dove sei
Arcobaleno
E cosa fai…
Miele selvaggio
Quando ti sogno
Che cosa fai…
Nel cuore mio
Tra il nulla e l’addio
Questo cuore
Sparpagliato
X il mondo se ne va’
Questo cuore
Disperato
E’ delicato
Cosi’ mi manchi
Nell’universo
In mezzo al mondo
Cosi’ ti cerco
E grido forte
Da in mezzo al mondo
Solo io
Posso trovarti
Solo io
E inginocchiarmi
Solo io
X innalzarti
Mio sole mi senti
Solo io
Da quante lune
Solo io
Ti aggiusto il cuore
Solo io
Io sono un’ombra
E tu, e tu sei il sole
Yehee yehee
Cosi’ mi manchi
Yehee yehee
E grido forte
Yehee yehee
Da in mezzo al mondo
Mio sole rispondi
Questo cuore
Sparpagliato
E’ delicato
E tutto qua

Zucchero - E’ delicato

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