Estemporanei

E mi alzo così.
Non posso farci nulla.
E vorrei che la giornata non fosse di “traverso”, nè per me nè per chi mi sta intorno.
Non c’è un motivo preciso.
E mi spiace.

***

Rubo tempo al tempo che non ho. Faccio il possibile: per trovarne sempre di più, per cristallizzare alcune situazioni.
E l’assurdo - in alcuni casi - è che cerco di riempirlo il più possibile affinchè scorra velocemente, quasi a compattarlo… come se volessi - in qualche modo - ritornare sempre al punto di partenza, un piacevole punto di partenza.
Ed ogni volta conto alla rovescia.

***

Mi manca l’odore della salsedine, il mare. Sto scontando fisicamente una “mancata estate”. O, almeno, un’estate non convenzionale.

***

Cerco di fare sempre i miei 10 cm. di lato quando analizzo una situazione. Per cambiare punto di vista, per cercare di vedere con gli occhi dell’altro, per capire.
10 cm. soltanto… sembrano pochi, eppure servono…

***

“Se un anno fa ti avessero detto ‘Oggi stai così’, ci avresti creduto mai?”.
Bella domanda. Trecentosessantagiorni in cui ho ribaltato - per necessità e/o scelta - completamente il mio vivere quotidiano. Ci penso spesso da quando me l’hanno posta. Non so come sarebbe potuta andare in maniera alternativa. So come è andata e come sta andando: abbastanza bene, grazie…

***

A proposito di un anno fa: cambiano le abitudini. A volte mette paura, lo so. Il non essere abituato a qualcosa, in qualche modo, ci limita. Nelle emozioni, negli affetti, con noi stessi. E ci rende diffidenti verso la novità che invece stanno lì ad aspettarci a braccia aperte, senza chiedere nulla. Sarebbe bello abbandonare certi simulacri ormai sbiaditi e guardare oltre.

On air:
Ho bisogno di vederti
di vederti e di toccarti
ho già fretta di infilarmi
nel tuo cuore
No, no non hai capito
non ho detto di spogliarti
io ci voglio entrare adesso
anche se sei vestita

Luca Carboni - L’amore che cos’è

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