Due-zero-zero-sette
L’impatto delle ruote sulla pista d’atterraggio mi riporta alla realtà, perso – com’ero – tra le righe di Tokyo Blues. Guardo le luci della pista scorrere a lato, penso ad un paio d’occhi seduti 10 file dietro e sorrido.
L’apertura del portellone segna – in qualche modo – la fine di questa estate. Un’estate che, in base ai presupposti, tutto doveva essere tranne che una “buona estate”. Invece lo è stata, eccome… contro ogni aspettativa.
Impressi nella mente alcuni momenti: le stelle che – indiscrete – si insinuano nella veranda, il lancio di un cognac, trentacinque eterni chilometri in taxi col cuore in gola, i colori sfocati al ristorante messicano sul mare… momenti che, come tante diapositive, scorrono senza sosta, instancabili.
Nonostante porterò sempre con me i segni dell’inizio estate, questi sono i momenti che rimarranno perchè vissuti in ogni loro singola piega, respirati a fondo. E quando ripenserò a tutto questo – magari sbiaditi – saranno loro che mi riporteranno sempre all’estate del duemilasette…
On air:
“Ho scelto te così
senza riserve
l’anagrafe con me
vedrai non serve l’anima sì
e guai a chi la perde…”
Renato Zero – Come mi vorresti
Sei atterrato? da dove vieni? e dove vai? pensi di stare un po’ qui…con noi…?
Felice che la tua estate sia stata una “buona estate”.
Ti abbraccio
Tornato, tornato… con un bagaglio di emozioni enorme, buona estate veramente.
Ovviamente già all’opera, cerchiamo di incrociarci presto.
=)