A capo chino

La notizia – due giorni fa – arriva così, come una rasoiata.
Mi coglie impreparato nonostante si ventilasse qualcosa. C’è chi sta male e non temporaneamente come me.
Provo dispiacere, ovviamente. Ed una profonda vergogna per l’immediata reazione al mio, di malessere.
Non credo di essermi pianto addosso più di tanto, ma – inconsciamente consapevole della temporaneità – mi sono permesso di fare il bello e cattivo tempo, il diavolo a quattro. Soprattutto nei confronti dell’unica persona che mi ha aiutato veramente. Ho aggiunto, senza rendermene conto, un ulteriore carico al fardello di dolore che le ho procurato vedendomi in quelle condizioni.
Sono le notizie come quella dell’altro giorno, dove il malessere non è temporaneo per niente, che ti riportano con i piedi per terra.
E ti fanno chinare il capo in segno di scuse.

On air:
Oh, I’ve seen fire and I’ve seen rain.
I’ve seen sunny days that I thought would never end.
I’ve seen lonely times when I could not find a friend,
but I always thought that I’d see you baby, one more time again, now.

James Taylor – Fire and rain

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