Legàmi
Apro cassetti, rovisto tra libri e vecchie carte, cerco foto. Questo è quello che mi ritrovo a fare ogni volta che torno dai miei. Ieri ne ho portate via tre, quattro di foto, una in particolare continuo a guardarla. E’ una foto semplice, con mia mamma che mi tiene in braccio. La guardo e mi soffermo sugli occhi, sullo sguardo. Un’altra invece - che ho stampato negli occhi - non riesco a trovarla: ci sono io, c’è mio papà con le basette lunghe ed i baffoni ed indosso una polo a righine, c’è una torta di compleanno con un’unica candelina rossa.
Cerco le foto in particolare, quasi a voler “vivere” da grande quegli episodi che la mia memoria storica non è riuscita a registrare. Guardo soprattutto come erano i miei, come il vivere li abbia - in qualche modo - piegati. Non posso fare a meno di paragonarli con quello che sono oggi, con i loro fardelli, le loro soddisfazioni, i loro affanni. E più passa il tempo, più li vedo con occhi diversi, quasi sia in atto uno scambio di ruoli. Il figlio che diventa genitore del proprio genitore e viceversa.
Ieri, a pranzo con loro, pensavo proprio questo.
La cosa più bella è vivere tutto questo e continuare a guardare invecchiare i tuoi genitori. L’assenza di uno dei due fa più male, ferma il normale processo evolutivo e la memoria storica non immagazzina più nulla…
Belle le tue emozioni, ti auguro di provarle per molto tempo ancora!!