[dis]Attese
“Tranquillo, ci penso io…“
“Non preoccuparti, tanto domani…“
“No, ma [giorno X] tranquillo che si fa…“
Non so perchè, ma ogni volta che ascolto frasi del genere, vado in preallarme. O meglio: lo so, eccome se lo so. Perchè - a preoccuparmi - non è tanto il non poter gestire le cose (che, se è vero il detto del Chi fa da sè, dovrebbe darmi comunque da pensare) quanto l’attesa, l’aspettativa che la frase stessa implica. E, per quanto si possa esser smaliziati, un po’ ci si fida sempre. E regolarmente ci si sbaglia. Sollevare da un qualcosa un qualcuno, significa chiedergli fiducia innanzitutto; ma significa anche ingenerare un senso di protezione, di tranquillità che dovrebbe essere “onorato”.
Sto diventando intollerante a frasi del genere.
Sarà il momento, sarà lo stress.
Sarà questo enorme giramento di palle che ho…
Non è facile sollevare da un qualcosa un qualcuno perchè non sempre si hanno i mezzi per farlo o per mancata predisposizione dall’altra parte.
Parli di fiducia e di sentirsi onorati.
Non credo sia una questione di fiducia, piuttosto una innata (o costruita nel tempo dal vissuto di ognuno) paura nel lasciarsi andare agli altri ed il generare un senso di protezione non è altrettanto così facile da ottenere, forse anche per incapacità altrui nella ricezione.
Parli anche di onorare questi gesti. Così, allora, ti crei delle aspettative che, molto spesso, vengono disattese ma non con intenzione.
Credo che non ci si debba mai soffermare più di tanto su certe affermazioni. L’importante è manifestare sè stessi, trasmettendo il proprio calore.
Coraggio, domani sarà un giorno migliore…
Miciastra
Sono sicuro che certe cose siano disattese senza intenzione, ci mancherebbe. E’ che - semplicemente - non si dovrebbero prendere “impegni” se non si è sicuri poi di mantenerli. E’ un discorso caratteriale, io son fatto così. L’intento, nel pronunciare una frase del genere, è sicuramente positivo; tant’è che - in determinati casi - non metto in dubbio la bontà della frase, il voler trasmettere il proprio calore. Ma - dicendo “tranquillo” o “tanto poi” - si prende implicitamente un impegno: che sia l’andare a mangiare una pizza o risolvere una questione lavorativa non ha importanza. Quella frase ha ingenerato in chi l’ascolta comunque una speranza. Ed un impegno reciproco.
Forse è per questo che preferisco un buon silenzio ad una frase del genere.
Non chiedo tanto, almeno sembra…
Non è tanto per te. Ma non siamo tutti uguali, anche se sembra una frase ovvia.
Sorridi, Invernomuto, che la vita è bella………
Miciastra