Rosso
Passo l’ennesima serata chiuso in studio fino a tardi. Una manciata di sms rompono “quel” silenzio quasi irreale e allietano le ultime fatiche della giornata, mi sollevano dalle preoccupazioni. Prima di spegnere tutto, mi fermo ad ascoltare “quel” silenzio: l’unico rumore è il ronzio del computer ancora acceso. Spengo tutto ed esco. “E’ ora” mi dico.
Fuori c’è pressappoco lo stesso silenzio. Cammino verso la macchina, guardo le finestre accese nei palazzi alla mia sinistra, faccio una telefonata. Non so ancora che una “cena regalata” mi aspetta dietro l’angolo: c’è affetto in quelle vaschette d’alluminio, c’è calore, c’è quello di cui ho bisogno in questo momento.
Anche a casa c’è lo stesso silenzio.
Settembre non è solo un mese di ripresa per me: è un mese pesante, ogni anno, da dieci anni a questa parte. Dai ritmi serrati, dalle scadenze pressanti. Dovrei esser rodato eppure accuso il colpo, stavolta in maniera particolare. D’altronde i motivi ci stanno tutti.
E – come tutti i settembre che si rispettino – penso al rosso.
Perchè il rosso è il colore che sento di più, che meglio mi descrive.
Perchè mi perdo quei tramonti – che solo settembre e maggio regalano – che accendono Roma.
Perchè cambiano i colori e tutto diventa più tenue, più accogliente.
Perchè mi viene voglia di partire per l’Africa.
Perchè ripenso a settembre dello scorso anno.
On air:
“Ogni terra un nome
ed ogni nome un fiore dentro me
La ragione esplode
ed ogni cosa va da se
Mare accarezzami
Luna ubriacami
Rio, Santiago, Lima & Holguin,
Buenos Aires, Napoli
Rio, Bahia, Santiago & Holguin,
Buenos Aires”
Negrita – Rotolando verso sud
[...] Di questo Settembre non ho altro da dire. E’ passato e come tutti i Settembre penso al rosso… [...]