Alta velocità
Faccio il Raccordo ai centosettanta. Mio padre guarda il contachilometri, guarda me, non dice nulla: sa che - a modo mio - sto scaricando la tensione accumulata. Lo vedo guardare fuori pensieroso, gli occhi velati. Accendo la radio e butto lì due parole, cerco di farlo sorridere, in parte ci riesco.
Mi viene in mente quando - una volta al mese - lo accompagnavo in uno dei tanti giri di lavoro, solitamente di lunedì. Alle 5.30 in strada, solito caffè nel solito bar, la lettura di Cuore, il perdersi tra la periferia romana dove il sottoproletariato urbano di Pasolini esiste ancora. Appostata sotto un traliccio dell’alta tensione c’era una vecchia battona. Aveva una miriade di fogli e scriveva sempre, quasi fosse stata presa di peso da un cafè del Quartiere Latino e scaraventata lì. Ci fermavamo a guardarla, sorridendo. Ci chiedevamo cosa scrivesse, quante storie avesse da raccontare.
Oggi mi mancano proprio quei momenti.
On air:
“Grido l’allarme che mi esplode dentro
Perché noi siamo al mondo problemi diversi”
Litfiba - Prima Guardia
E’ come se i genitori ci stessero dicendo: prenditi cura di me, ora. Lo vedo negli occhi di mio padre. E’ ora, tocca a noi. E’ strana la sensazione, di paura e di dolcezza insieme. Mi sa che siamo diventati grandi una volta per tutte.
Esatto. Mi sa che siamo diventati grandi veramente. A volte vorrei essere più grande di quello che sono, forse per aver già assimilato determinate dinamiche. Altre volte vorrei essere più piccolo, per essere invece all’oscuro di quelle dinamiche.
e poi c’è chi - come me - è già madre, ma si sente ancora tanto figlia. E non è una bella sensazione… è come essere in un limbo…non sai come comportarti, nè nei confronti di chi ti ha dato la vita, tantomeno a chi l’hai data. Sarà perchè, per fortuna, ho dei genitori vitali e dinamici, sarà perchè in questo momento della mia esistenza sento di dovermi appoggiare a qualcuno, a qualcosa…sarà perchè mi sembra di perdere l’equilibrio ad ogni passo che faccio…
Mi sa che ancora non sono diventata Grande…
“Finora ho sempre pensato che avrei voluto oscillare in eterno fra i diciassette e i diciott’anni, ma adesso non lo penso più. […] Ho vent’anni ormai. E devo pagare il prezzo per continuare a vivere.”
Haruki Murakami - Norwegian Wood (aka Tokyo Blues)