Settembre 2007

Out of breath

Io corro.
Io posso correre.

On air:
[Instrumental]

Marcus Miller - Rampage

[dis]Attese

Tranquillo, ci penso io…
Non preoccuparti, tanto domani…
No, ma [giorno X] tranquillo che si fa…

Non so perchè, ma ogni volta che ascolto frasi del genere, vado in preallarme. O meglio: lo so, eccome se lo so. Perchè - a preoccuparmi - non è tanto il non poter gestire le cose (che, se è vero il detto del Chi fa da sè, dovrebbe darmi comunque da pensare) quanto l’attesa, l’aspettativa che la frase stessa implica. E, per quanto si possa esser smaliziati, un po’ ci si fida sempre. E regolarmente ci si sbaglia. Sollevare da un qualcosa un qualcuno, significa chiedergli fiducia innanzitutto; ma significa anche ingenerare un senso di protezione, di tranquillità che dovrebbe essere “onorato”.

Sto diventando intollerante a frasi del genere.
Sarà il momento, sarà lo stress.
Sarà questo enorme giramento di palle che ho…

[Africa]

Shhh…


Armando Trovajoli - Angola Adeus

Sincronismi

Vivo senza orologio, me l’hanno tolto novanta giorni fa. Ora ce l’ha in custodia un’altra persona e - nonostante sballi l’ora per la caduta - continua a portarlo al polso, guai a chi lo tocca. Ogni volta che lo guardo, penso: “Lo indossavo proprio io?”. L’unica conferma che ho a questa domanda sono i graffi nel titanio del cinturino. Eppure faccio fatica a ricordarlo, a visualizzarlo al mio, di polso. A volte penso di rimetterlo, poi qualcosa mi blocca. Forse l’idea di scandire nuovamente un tempo che io - invece - vorrei compattare o, magari, la convinzione che quell’orologio sta bene a quel polso… anzi, avrebbe dovuto esserci anche novanta giorni fa.
Fatico anche a pensare come stavo io quando ancora lo portavo. E’ da questa mattina che cerco di focalizzare una situazione standard, normale.
Non me la ricordo.

On air:
…e a due a due vanno via
dentro un’aria tagliente a vetrini
di un pomeriggio nudo
le radio dietro a le persiane
e ‘Tutto il calcio
minuto per minuto’

Claudio Baglioni - Tutto il calcio minuto per minuto

Legàmi

Apro cassetti, rovisto tra libri e vecchie carte, cerco foto. Questo è quello che mi ritrovo a fare ogni volta che torno dai miei. Ieri ne ho portate via tre, quattro di foto, una in particolare continuo a guardarla. E’ una foto semplice, con mia mamma che mi tiene in braccio. La guardo e mi soffermo sugli occhi, sullo sguardo. Un’altra invece - che ho stampato negli occhi - non riesco a trovarla: ci sono io, c’è mio papà con le basette lunghe ed i baffoni ed indosso una polo a righine, c’è una torta di compleanno con un’unica candelina rossa.
Cerco le foto in particolare, quasi a voler “vivere” da grande quegli episodi che la mia memoria storica non è riuscita a registrare. Guardo soprattutto come erano i miei, come il vivere li abbia - in qualche modo - piegati. Non posso fare a meno di paragonarli con quello che sono oggi, con i loro fardelli, le loro soddisfazioni, i loro affanni. E più passa il tempo, più li vedo con occhi diversi, quasi sia in atto uno scambio di ruoli. Il figlio che diventa genitore del proprio genitore e viceversa.
Ieri, a pranzo con loro, pensavo proprio questo.

‘notte…


Now good night
Throw its cover down
On me again
Ooh and if I’m right
It’s the only way
To bring me back
Hoo…
To you
Hoo…

Norah Jones - Sunrise

Richieste

Un caffè.
Un espresso, nero, con due cucchiaini di zucchero.
Non un caffè macchiato.
Non un decaffeinato.
Non un caffè americano.
Nè tantomeno un caffè shakerato.
Quando dico che voglio un caffè intendo “un caffè“.
Facile no?

On air:
(So strong) When we are together
(So real) I’ve never known it better
A love like ours can surely last
Until the end of time
(Everyday in every way)
My joy is growing wilder
(Everyday I’m glad to say)
This love has taken over
(Everyday we’ll find a way)
Keep heart and soul together
(Everyday you’re givin’ me the real thing)
You’re givin’ me the real thing

Incognito - Everyday

Schizzechea

In giro per Roma col cuore in tasca…
Pioviccica… schizzechea, come dicono…
E pensare che - invece - mi sento un temporale dentro…
Mi infilo in un bar, va…

[Senza Parole] #19

Come nevica, fuori e’ gia’ tutto bianco
megli tornare a letto sono stanco
poi e’ domenica io mi stendo tu mi massaggi
teneramente come sai tu…
Come nevica, ma comincio a sentire piu’ caldo, piu’ caldo
continua ancora cosi’
anzi sali piu’ in alto
vuoi la musica? Metti la musica accendi la radio
voglio vederti uscire nuda dall’armadio.
Come un porno alla TV
che si e’ rotta e non va piu’
quindi il porno lo facciamo io e tu
anzi spegni anche la radio
nel silenzio ci studiamo
e continuiamo il nostro porno nell’armadio.
Perche’ nevica, aspettiamo che il sole ritorni
dobbiamo stare chiusi un po’ di giorni
il che significa ah ah ah
che dobbiamo inventarci di tutto, per esempio
io sono il califfo, tu la schiava del tempio
ma adesso guardami apri quegli occhioni neri
fa freddo davvero ti scaldo la punta dei piedi
e se nevica noi ricominciamo da capo
vuoi vedere perfino che riusciamo a darci un bacio!
Ma come baci bene tu
e non vorrei staccarmi piu’
per fortuna che si e’ rotta la TV
ma che lingua eccezionale
senza neanche respirare
dura tanto che poi smetto di fumare.
Ma come baci bene tu
non vorrei staccarmi piu’
per fortuna che si e’ rotta la TV
ma che lingua eccezionale
sembra un’elica nel mare
e’ bellissimo, continua a nevicare

Stadio - Porno in TV

A capo chino

La notizia - due giorni fa - arriva così, come una rasoiata.
Mi coglie impreparato nonostante si ventilasse qualcosa. C’è chi sta male e non temporaneamente come me.
Provo dispiacere, ovviamente. Ed una profonda vergogna per l’immediata reazione al mio, di malessere.
Non credo di essermi pianto addosso più di tanto, ma - inconsciamente consapevole della temporaneità - mi sono permesso di fare il bello e cattivo tempo, il diavolo a quattro. Soprattutto nei confronti dell’unica persona che mi ha aiutato veramente. Ho aggiunto, senza rendermene conto, un ulteriore carico al fardello di dolore che le ho procurato vedendomi in quelle condizioni.
Sono le notizie come quella dell’altro giorno, dove il malessere non è temporaneo per niente, che ti riportano con i piedi per terra.
E ti fanno chinare il capo in segno di scuse.

On air:
Oh, I’ve seen fire and I’ve seen rain.
I’ve seen sunny days that I thought would never end.
I’ve seen lonely times when I could not find a friend,
but I always thought that I’d see you baby, one more time again, now.

James Taylor - Fire and rain

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