[Gulp!]
“Non mi prenderete mai vivo!”
“… ce basta pijatte ancora caldo!”
“…”
Siamo sicuri che funzioni sempre, eh?
“Non mi prenderete mai vivo!”
“… ce basta pijatte ancora caldo!”
“…”
Siamo sicuri che funzioni sempre, eh?
Caffè, sigaretta, doccia. Non mi sbarbo neanche. Mi infilo quello che capita ed esco. Caffè al bar, parcheggio, altro bar altro caffè, un paio di commenti sulle partite del giorno prima. E poi via: telefono, fax, email. Sorrido, mi incazzo, ci rido sopra.
E’ lunedì. Ma manca qualcosa.
Forse perchè non c’è giorno che passi in cui non mi aspetti qualcosa che mi sorprenda, che mi tolga il fiato. Che arrivi così, senza preavviso. Non c’è giorno che passi in cui rientrando a casa non speri di trovare l’allarme disinserito ed un sorriso disarmante ad attendermi. O che arrivi una telefonata diversa. O che, girando l’angolo, incontri l’amico di vent’anni fa.
E di tutti i giorni, il lunedì in maniera particolare.
Inizia così invece: sempre uguale, sempre cadenzato. Inizia così e ti mette di fronte una settimana già programmata, in cui ti ritrovi impegolato nelle stesse identiche cose, con gli stessi identici ritmi. Sai già perfettamente come sarà la settimana, giorno per giorno. Magari – che so – vorresti un lunedì che ti regalasse un mercoledì diverso dal solito. O un giovedì da ricordare. O un venerdì pieno di lavoro. Un lunedì che faccia da elastico per lanciarti attraverso tutta la settimana, che sfrutti l’effetto volano per portarti al lunedì successivo.
Invece no: non ci pensa affatto il lunedì a farti un regalo simile.
Tempo fa non era così, il lunedì era diverso. Era come i primi giorni di scuola quando – forse per l’entusiasmo di ricominciare, malgrado le vacanze fossero finite – scrivevi in bella calligrafia, usando la penna rossa e quella nera. Anche se sapevi che avresti dovuto studiare tutto l’anno.
Non voglio sottrarmi agli oneri che mi competono. Anzi.
Ma è come se mancasse lo spunto.
E’ lunedì.
“Un soldino per i tuoi pensieri…”
“Ho mal di testa. Pensavo a questo.”
…
“Comunque non lo voglio il soldino. Non era un pensiero.”
“Si che lo era.”
Ne avessi di soldini, a volte. Li spenderei così, a bruciapelo. Quasi a voler cogliere il pensiero sul momento, togliendo ogni possibilità di elaborazione.
Mi tornano alla mente le parole di questa canzone…
On air:
“E lui buttò un soldino nel mare, lei lo guardò galleggiare, si dissero “Ciao!”
per le scale e la luce dell’alba da fuori sembrò evaporare.”
Francesco De Gregori – Compagni di viaggio
Guardo le ombre proiettate sui muri dalle ultime due candele rimaste. Sembrano aspettarmi pazientemente, alzate fino a tardi, quasi a farmi compagnia. Provo a sistemare il mio album con gli ultimi “scatti”: immagini semplici e complesse allo stesso tempo. Cerco di selezionare le migliori, ma non so da dove iniziare. Lascio il compito ai miei cinque sensi: sanno scegliere bene, lo so. Questa sera voglio farmi cullare da queste immagini. Spengo le candele, svuoto un bicchiere rimasto lì e sorrido.
” ‘notte I-M ” mi dico…
Chez HIVERMUET
Posti a sedere: 6/8 persone
Valutazione: ΟΟΟΟΟ
Prezzo medio: Offerta libera
Orario: 20.00/02.00 – Chiuso il lunedì – Gradita la prenotazione
Note: Ottima musica
MENU’
Questo è se dovete nutrirvi.
Se invece avete voglia di provare qualcosa di buono, vi piace la buona cucina, avete ospiti a cena o – più semplicemente – non amate il pericolo, beh… rivolgetevi a loro:
[*] A LEI devo il nome del ristorante…
“Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.”
Fernando Pessoa – Amo tutto ciò che è stato
Sotto un cielo metallo, stamattina Roma sembra ferma. O forse sono io che ho ancora i sensi ovattati da ieri. Mi trascino lentamente – musica nelle orecchie – per il viale dove lavoro, quasi a rallentare l’inizio di un nuovo giorno. Accuso le distanze, oggi come non mai. Nella testa, parole dette e parole sentite. Provo a smaltirle, a scacciarle come si fa col fumo soffiandoci contro. Mi dico che è solo una nuvola.
Ascolto questo brano e soffio forte.
Più che posso.
On air:
“E’ che le nostre parole
non sanno più dove andare
certe volte vanno in giro da sole
ecco… perché fanno male”
Luca Carboni – Le nostre parole
Cambio strada per rientrare a Roma: faccio quella lunga, quella “dei pensieri“.
E’ molto che non la percorro: mi tornano in mente tutte le volte che l’ho fatta in moto, mettendo alla frusta mezzo e pilota. Potrei farla bendato: doppia “esse” in pendenza – slargo – rettilineo – sinistra – altro rettilineo e giù in discesa. E così via. Dalla fabbrica di detersivi fino a dentro la città.
Oggi però la campagna mi scorre accanto immobile, ghiacciata dal freddo. Guido per inerzia: non freno, non accelero. In anticipo per il prossimo appuntamento ed in ritardo per riempire il tempo che manca, mi lascio trasportare dalle linee di mezzeria come fossero binari.
Va così, oggi.
Esplodono pensieri.
Vorrei agire e rimanere inerte allo stesso tempo.
Cambierei mille cose.
Anche il nome.
Funzionano sempre.
“Il conoscersi sempre meglio comporta una sorta di rilassamento… ci fa quasi adagiare…”
Al momento, non ci ho fatto caso più di tanto. Si sa – comunque – che le parole di un certo peso prima o poi tornano sempre a galla.
In parte è vero.
La conoscenza porta – inevitabilmente – a metabolizzare i comportamenti altrui, ad assimilarli, ad inquadrarli in qualche modo in una sorta di automaticità.
Ma solo in parte.
L’errore è pensare che l’altra persona sia assuefatta a tali comportamenti, che non si “stupisca” più di certe cose, che non ne sia sempre affascinato.
Che abbia abbassato la guardia, insomma.
Ed ancora più grave è pensare che l’abbia fatto perchè è normale, perchè sono dinamiche rodate. Perchè fa parte della media ponderata.
Ecco: l’inquadrare necessariamente un qualcuno in base al proprio vissuto – anche se fatto quasi ad esorcizzare tale meccanismo – quello sì che significa abbassare la guardia.
On air:
“Oh lay a little lovin’, honey
To feel you’re gettin’ close to me
Is everything that matters to me
Is everywhere I wanna be”
Roxette – Milk & Toast & Honey