Random memories

Ci sono delle scalette dietro casa dei miei. Andavamo a sederci lì. Chiacchieravamo, giocavamo, mangiavamo la pizza bianca del forno. Sul muro alle nostre spalle c’era scritto “No all’abborto”. Ridevamo.
Le scalette stanno ancora lì, la scrittà non più.

***

Ogni tanto prendevo in prestito un motorino da una ragazza della classe. Era un Piaggio Si rosso bordeaux, uno dei pochi ancora con i pedali al loro posto. Ero l’unico a cui lo prestava.
X era decisa: “Guido io“. Non potevo rifiutarmi: “Guida te“.
Non so perchè, ma si era convinta di potersi incuneare - tra l’altro in velocità - tra le auto parcheggiate e quelle in fila. Rigorosamente a destra.
Guarda che non ci passiamo.
Si che ci passiamo.”
Guarda X, non ci passiamo.
Ho detto di si! Tranquillo!
Il mio ginocchio sinistro urla ancora vendetta.
Ed anche il paraurti di quella Panda color crema.

***

Maggio, domenica mattina, in giro per il Ghetto con mio padre. Avrò avuto dieci anni, si e no. Camminavamo per le vie del centro, mi ricordo ero contentissimo. Di quella giornata mi rimane il filtrare del sole tra i platani che ornano il lungotevere, il profumo delle pasticcerie ebraiche, l’autobus che prendemmo per tornare a casa.

***

Una cena all’aperto. Tzatziki, baked potatoes, risotto. Vino rosso. Il tintinnare continuo dei braccialini d’argento al polso sinistro. E parole su parole: di fari, di matti, di Saint-Malo.
Me la ricordo benissimo. Come fosse stata ieri sera.

On air:
Adesso basta sangue ma non vedi
Non stiamo nemmeno più in piedi… un po’ di pietà…


Ma io ti cercherò anche da così lontano ti telefonerò
In una sera buia sporca fredda
Brutta come questa”

Lucio Dalla - Henna

2 comments:

  1. Gigi 5 Ottobre 2007 - 15:16

    son belli questi ricordi. io della tua zona ho ancora in mente il biciclettaio di piazza pantero pantera, fuori il mucchio selvaggio delle bici, dentro le camere d’aria ammucchiate, le chiavi di ogni misura, il grasso, la puzza di colla, la bacinella per controllare le forature e rattopparle…

     
  2. InvernoMuto 5 Ottobre 2007 - 22:05

    Il biciclettaio, vero… e poco più in là il calzolaio… ogni tanto lo vedevo camminare per la zona, magro magro, col viso segnato… una vita chino in quel buchetto…
    Che mi hai ricordato…

     

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