In bilico
C’e’ una cosa più’ grave del non far seguire i fatti alle parole che si dicono: l’esatto contrario.
A pensarci bene, suona strano. Ci hanno sempre abituato a giudicare le parole degli altri in base al loro agire, a valutare la coerenza tra il parlare ed il mettere poi in pratica. E fin qui, il tutto non fa una piega, anzi. Il dato di fatto e’ il metro più’ veritiero per misurare le cose. Perche’ esula dagli aggettivi qualificativi, dai giudizi di merito.
Quello e’ e quello rimane.
Ma - a volte - non basta. O meglio: non si puo’ delegare esclusivamente al dato di fatto il compito di trasmettere qualcosa. Ne’ -tantomeno - si puo’ pretendere che la persona che ci sta davanti, appurato il dato di fatto, sia necessariamente soddisfatta. E non perche’ il dato di fatto non sia soddisfacente. Si crea confusione, si destabilizza l’altra persona senza rendersene conto, se le parole non vanno di pari passo, se non si e’ capaci di trasmettere.
Il dato di fatto conta senza ombra di dubbio, perche’ genera in qualche modo equilibrio. Sono le parole che lo precedono pero’ che gli danno stabilita’.
A volte, non riesco a trovare queste parole.
On air:
“Hai scelto me
passa di qui
se ti capita”
Zucchero - Hai scelto me
a me piace molto leggere oltre….
vedere cosa c’è dietro il mero dato di fatto….
cogliere le sfumature…
capire se e perchè una persona dimostra una cosa ma ne pensa un’altra completamente diversa….
è la vita….e volte davvero mi stanca…mi sfianca….
Le sfumature sono importanti perchè permettono di cogliere il “dato di fatto” nelle sue pieghe più profonde, su questo siamo in perfetta sintonia.
E’ che - a volte - uno fa di tutto per porre in essere un “dato di fatto” ed inconsapevolmente lo rovina, lo priva di quell’elemento di stabilità che lo caratterizza.
Dispiace quando succede…
è vero…sigh…