Novembre 2007

GPS

- Allora? Mi accompagni a ritirare il verbale dell’incidente?
- Mmm… si dai… Ma dove è?
- A Borgo Pio… Via del Falco numeroqualcosa mi sembra… ’spe che controllo… si, Via del Falco…
- Ok… andiamo dai…
- Ah… ti va di provare uno dei GPS che mi hanno mandato in prova?
- Si, si… così ti rendi conto anche come ci si trova l’utente medio…
- Allora: premi “Navigazione”… [Magicamente appare una tastiera a video]
- Ed ora?!?!?
- Ed ora gli diciamo dove dobbiamo andare. Dove ci troviamo? R-o-m-a… (Ghghgh)
- [click click click click… click…]
- Dai, ora la via…
- [click click click click click click click… click…]
- “Calcolo-percorso. Tra-100-metri-girare-a-destra
- Ficooo!
- (Ghghgh)
- “Tra-200-metri-spostarsi-sulla-sinistra. Poi-girare-a-sinistra
- Secondo me parla troppo…
- Anche per me… ma tutti questi simboli a che servono? [Indica le icone sul display]
- Allora: la freccia in alto a destra allarga e restringe la visuale della mappa. Le icone in basso a destra ti indicano rispettivamente: informazioni sul viaggio, itinerario, situazione sul traffico. La freccia in basso a sinistra apre il menù.
- Quale? Questa? [click] Ed ora?
- Eh… guarda le icone…
- [click click click] Ops… s’è tolto tutto… Eeeehm…
- Premi la freccia in alto a sinistra e torniamo alla mappa…
- [click] Ah si… E questo? [click] Eeehm… ops di nuovo…
- Che hai toccato? (Ghghgh)
- Un simbolo con un’antenna. Che ho fatto?!?!?!
- Niente, tranquilla… quella serve a vedere con quanti satelliti sei collegato… (’arda ’sto stronzo! ‘ndo vai?) Ripremi la solita freccia…
- [click]
- “Tra-ottocento-metri-girare-a-destra
- “Tra-quattrocento-metri-girare-a-destra
- “Girare-a-des[click… click click click]”
- Embè? Che hai premuto ora? (Ghghgh)
- Mmm… boh?
- …

[Mezz’ora dopo]

- C’ho fame…
- Eh… io pure! Pizza bianca del forno?
- Dai, va…
- Che faccio ora? [click click click click click click click]
- Digli dove vuoi andare, come prima…
- Ok… tu segui le istruzioni eh? Mi raccomando… [E stacca il GPS dal supporto, sottraendolo alla mia visuale]
- “Al-prossimo-incrocio-girare-a-destra. Poi-sempre-dritto
- Scusa: ma dove stiamo andando?
- Zitto e guida! [click click click] E POI?
- Eppoi che?
- No “eppoi”… E POI? POI che è???
- Ah… sono i punti di interesse… cioè, se cerchi - che ne so - un bancomat nella zona lui te li elenca tutti…
- [click click click… click… click click… click… click…]
- Quanti ne hai attivati, di POI?
- [Sbatte le palpebre sorniona] Due/tre..
- “Tra-cento-metri-girare-a-destra.
- Ma devo seguire le indicazioni?
- Siii… umpf… che non ti fidi?
- Si, si… [per quieto vivere]
- “Tra-duecento-metri-girare-a-destra
- Ma sicura che devo seguire la voce?
- Siii… guarda che lo so usare!
- [Al quarto giro dell’isolato] Sicura eh? (Ghghgh)

[Altra mezz’ora. Rientro in macchina.]

- [click click click] Eh! Comunque non funziona eh! E qui non va niente…
- ???
- Eh! Gli ho detto “Spiaggia” e questo mi manda al mare a Capalbio! [click… click click click]
- [Senza Parole]
- [click click click click click]

_________

Abbiamo trasmesso:

GPS: COME TENERE IMPEGNATA MICIASTRA DUE ORE

[Lo so: ho scatenato una guerra senza fine… ehm…]

[m][e][m][e]

ANNA chiama, IM risponde…

Ma procediamo con ordine, va:

CHI O COSA TI HA SPINTO A CREARE UN BLOG?
Chi o cosa non saprei dirlo, forse la curiosità. IM è soltanto l’ultimo di una serie: qualcosa - con un po’ di pazienza - si può ancora trovare in rete. Il primo in assoluto fu su Splinder: la piattaforma aveva appeno aperto e decisi di registrarne uno, andato poi perso per scarso utilizzo.
Eppoi? Eppoi alla fine sono approdato qui…

IL TUO PRIMO POST?
Mmm… se non ricordo male, postai il testo di una canzone (strano eh?): “You are the universe” dei BNH. Se spluciate, la ritrovate anche qui…

IL POST DI CUI TI VERGOGNI DI PIU’?
Nessuno, perchè - se l’ho scritto - significa che in quel momento lo pensavo. Un momento: forse uno c’è. E’ stato online 10 minuti scarsi soltanto. Volevo chiudere IM. Qualcuno ne conserva gelosamente ancora una copia…

IL POST DI CUI SEI PIU’ FIERO?
Fiero no, semmai che rileggo volentieri. Ne parlo proprio QUI

PER QUANTO PENSI CHE CONTINUERAI A SCRIVERE SUL TUO BLOG?
Fino a quando posso pagare il dominio? Ghghgh…
Scherzi a parte: non lo so, fino a quando ne avrò voglia, proverò piacere nell’esternare certe cose.
E fino a quando quel pizzico di autoreferenzialità fa la sua parte…

Ed ora?
Ed ora - come ogni meme che si rispetti - lo rigiriamo a chi di dovere!

Miciastra (‘ndò scappi?)
Prescia (Perchè ogni promessa è debito… ghghgh…)
Camilla (ndò scappi 2 - La Vendetta)
Ian (Perchè mi piace quello che scrive)
Giraffa (Così ci conosciamo meglio, no?)

[Mumble mumble]

Quando ti ritrovi sdraiato in terra a pelle d’orso e giochi con una pallina di carta sperando che lei interagisca, è grave?

Urban Love

Urban Love 01

Urban Love 02

Ghghgh…

Botta e risposta

[Il rientro]

InvernoMuto - “Ciao Dafne… miciotta… vieni qui…”
Dafne - “Miao” (Ah, sei arrivato. E’ tutt’oggi che ti aspetto! Questa casa non è un albergo.)
IM - “Miciolaaa… Dai esci fuori…”
D - “Miao” (Si, si… sto già lì.)
IM - “E che hai fatto qui?”
D - “Miao” (Moi?)
IM - “Hai sparso tutta la sabbietta per casa? E perchè?”
D - “Miao” (Non hai uno straccio di prova. E’ un complotto. Non mi prenderai mai viva.)
IM - “Eh… miao… Si fa presto a dire miao… Guarda qui: sembra di stare a “Holiday on ice“… umpf…”
D - “Miao” (Ghghgh…)

[Scopa e paletta alla mano]

IM - “Ecco fatto… pulito tutto…”
D - “Miao” (Tu girati che ti faccio vedere io…)

[IM ripone scopa e paletta. La belva esce da sotto il letto, si fionda di nuovo nella vaschetta e torna da dove è venuta alla velocità della luce. L’esplosione causata dall’impatto è di proporzioni epiche.]

D - “Miao” (Te l’avevo detto, no? Così impari a spostarmela, la lettiera. Ghghgh…)
IM - “…”

[…]

D - “Miao” (E la pappa?)
IM - “Ancora miao??? Che c’è ora?”
D - “Miao” (P-a-p-p-a)
IM - “Ah, capito… Hai fame…”
D - “Miao” (Che c’è di buono, stasera?)
IM - “Stasera pesce. T’ho preso il merluzzo, contenta?”
D - “Miao” (Gnam!)
IM - “Ecco la pappa… Eppoi t’ho preso il latte, tieni…”

[Splash! Fu il latte…]

IM - ” ‘zzo… Godzilla… così dovevo chiamarti… altro che Dafne…”
D - [Indicando il topino di stoffa] “Miao” (E’ stato lui!)
IM - “<omissis>”
D - “Miao” (Pace?)
IM - “Guarda che hai fatto”
D - “Frrr”
IM - “Non mi compri. Tanto lo so da chi hai ripreso… eh, se lo so…”
D - “Frrr frrr”
IM - “Aridaje! Niente da fare…”
D - “Frrr frrr frrr”
IM - [In brodo di giuggiole]
D - “Miao” (Visto? Funziona sempre… Ghghgh…)

Posta Prioritaria

Caro Babbo Natale,

chi le scrive è un ragazzino di 33 anni, ormai da tempo disamorato delle festività natalizie. Le dico sin da subito che - nonostante questo mio disamoramento - io l’ho sempre preferita alla Signora Befana. Innanzitutto perchè la vecchia veste tutta di nero ed il sottoscritto - nonostante i colori di questo luogo e le foto in bianco e nero possano lasciar intendere diversamente - è legato a doppio filo al rosso. Perchè… perchè è il colore della sangue, del cuore, dell’amore. E poi perchè - la vecchiaccia di prima - è solita manifestarsi in una grande piazza romana, perlopiù dall’alto e questo - col suo permesso - mi ricorda scene già viste e poco gradite. Detto questo, carissimo Babbo, mi preme ricordarle anche una piccola cosa, utile al prosieguo di questa mia. Vede Babbo… detto francamente… Lei… come dire… è nella possibilità di guidare la sua slitta perchè altri come me ce l’hanno messa. Ora: questo non significa necessariamente che Lei - sempre con il Suo consenso - possa fare come cazzo Le pare e piace solo perchè alcuni bambini, pur di non rivedere la Befana, l’hanno scelta. Perchè, se l’hanno fatto, stia pur tranquillo che l’hanno fatto poco convinti, l’hanno fattto solo perchè Lei era l’unica alternativa alla suddetta vecchiaccia.
Detto questo, passiamo al dunque. Io non le scrivo per chiederLe chissà quali regali, ci mancherebbe. Le scrivo semplicemente perchè, se Lei certi regali li ha promessi, io - ed altri più legati di me alle festività - questi regali li pretendiamo. Nel vero senso del termine. Innanzittuto perchè ogni promessa è debito (e già questo dovrebbe bastare). Poi, a dirla proprio tutta, se Lei ed il suo staff ci avete - come dicono in alcune zone della capitale - abbottato i coglioni per 5 anni sulla mala distribuzione dei pacchi dono da parte della Befana, come minimo - di doni - ce ne meritiamo due a testa (se non tre). E - ad essere onesti - qui mi sembra che, più che doni, ci sono stati consegnati solo pacchi. Eppoi: vogliamo parlare del catalogo dei regali? Corposo come 5 copie di PostalMarket messe insieme, alla fine si rivela peggio dell’ultima pagina de “Il Monello” con gli occhiali a raggi X. Su, siamo seri…
Lei mi dirà: “Vedi IM, io ce l’ho messa tutta… Ma…“. “Ma un beneamato cazzo” le risponderò io (perdoni la l’espressione in d’oil, ma credo sia l’unica che renda l’idea). Siamo onesti Signor Babbo: qui non si tratta di mettercela tutta. Qui si tratta di non far peggio della vecchia (che poi, non è che ci voglia proprio ’st’impegno mostruoso, eh?). E qui invece sembra tutto il contrario. Uno capisce la difficoltà nell’ordinare tutte le letterine che arrivano, nello smistare tutti i regali e via dicendo. Ma Lei è preposto a questo, si ricorda?
Ma soprattutto: vogliamo parlare delle renne? Queste benedette renne che - invece d’esser contente di tirare la slitta - hanno anche da ridire? “E questo muschio non è fresco“, “E preferivo essere la terza della fila di destra“, “Ed io vorrei essere la prima di quella di sinistra“, “E quella che dietro a me, che lavora si e no il 3%, mi morde le chiappe“… Su Babbo, io capisco che Lei - personaggio di grandissima umanità e fervente animalista - qualche scrupolo se lo fa… ma si fidi: un paio di calci in culo pro-capite a renna ed è bello che sistemato.
Ora io, caro Papò Natale, Le scrivo tutto questo - e con largo anticipo - per dimostrarLe che un po’ di speranza uno ce la mette sempre. Anzi, per dimostrarLe tutto il mio affetto, un regalo intanto glielo faccio io: la canzone che accompagnerà questa letterina. Io credo in quelle parole, credo in ogni singola parola di quella canzone. Mi raccomando: la ascolti bene, parla del colore rosso, quello del Suo vestito.
Con affetto

IM

On air:
Annamo via, tenemose pe’mano,
c’è solo questo de vero pe’chi spera,
che forse un giorno chi magna troppo adesso
possa sputà le ossa che so’ sante.

Antonello Venditti - Sora Rosa

Boa sorte

From: “Miciastra
To: “InvernoMuto”
Date: Fri, 16 Nov 2007 14:07:58 +0100 (ora solare Europa occidentale)
Subject: Prescia

…vai sul sito di Prescia ed ascolta Boa Sorte/Good Luck di Vanessa da Mata… senti che bella…
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Non so quante volte l’abbia già ascoltata, quando arriva questa email. Cerco le parole, cerco di tradurle come meglio posso. E’ un testo triste, di addio.
Boa sorte” dice: “Buona fortuna“. E’ finita, si salutano.
E’ triste ma non riesco a coglierne la tristezza. “Boa sorte“… le leggo quasi come un gesto d’affetto, d’amore.
Boa sorte” mi viene da dire…

Boa sorte” penso stasera, mentre metto in moto la macchina e m’avvio…
Boa sorte” per me, mentre torno a casa…
Boa sorte” perchè già so che l’ascolterò dieci volte di fila, stasera…
Boa sorte” per la dolcezza di queste note…
Boa sorte” per Miciastra, che le piace tanto…
Boa sorte” per Prescia, che me l’ha fatta ascoltare…
Boa sorte” per C e L e V, per M e D, per E, per C, per F, per F e A e C e M, per M e P e M…
Boa sorte” per tutti quelli che passeranno di qui stanotte…
Boa sorte” per le ore che verranno fino a domani…
Boa sorte” perchè - anche se non potrò far da sentinella - in qualche modo ci sono…
Boa sorte” perchè - a differenza della canzone - non è finito nulla, anzi…

On air:
“É só isso
Não tem mais jeito
Acabou, boa sorte

Vanessa da Mata feat. Ben Harper - Boa sorte

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Man-at-arms

“Tu sei un soldato.”
“…”
“Tu combatti sempre.”
“…”
“Tu non ti arrendi mai.”
“…”

Complicato.
Se dovessi scegliere un termine - alla domanda “Come definiresti il tuo vivere?” - sicuramente userei questo. Nè facile nè difficile.
Complicato e basta.

Un’anagrafe complicata. Dove il buonismo cattolico faceva di me un “figlio-di-puttana”. E dove invece, ai figli di puttana - quelli veri, quelli con le mani sporche di sangue - i funerali cattolici non vengono negati.
Una famiglia complicata. Dove - ancora oggi - non riesco a capire certe dinamiche, certi assetti. Dove pesano anni di incomprensioni, di astio, di dolori, di rinfacci, di rancori. Dove una telefonata in piena notte sgretola ulteriormente quel sottile equilibrio. Dove non c’è Natale, Pasqua o vacanza passata come il resto di bambini.
Una scuola complicata. Perchè, appunto, nato figlio-di-puttana. Perchè trasmessa sempre come “dovere”. Perchè - per difendere un amico - mi son giocato la maturità. E creato ulteriori complicazioni con la famiglia di cui sopra.
Delle amicizie complicate. Dove una parola è poca e due sono troppe. Dove le scottature hanno lasciato i loro segni e sono l’unica cosa che resta.
La politica complicata. Dove vedi le ingiustizie e non riesci ad ingoiare. Dove sogni uomini che impugnano bastoni e si ribellano ai soprusi. Dove ti cacci nei guai perchè non sai tenere la lingua a freno. Dove l’onestà intellettuale è cosa rara. Ed il revisionismo storico è una moda.
Un lavoro complicato. Dove gli oneri son maggiori degli onori. Dove fai-fai e sembra sempre che non hai fatto nulla. Dove oggi, stando al mio conto corrente, non potrei comprarmi nemmeno le sigarette.
Dei ritmi di vita complicati. Dove ti senti dire “Ma dai? Non ci credo che non trovi il tempo per…”. Dove anche cenare è una complicazione. Dove è difficile gestire le cose. Dove - anche quando provi a gestirle - dipendono sempre da terzi.
Degli affetti complicati, delle relazioni complicate. Dove… dove e basta.

Allora ripensi a quelle parole e ti spieghi il perchè sei un soldato.

Meeeow!!!

Dafne

Lei è DAFNE

Ehm…

[Frrrr frrrr frrrr]

On air:
Chiudi gli occhi amore mio
ti tengo la mano ancora
dormi e sogna intanto io dico un’altra preghiera
e poi chiuderò gli occhi come te
chiudi gli occhi amore mio
e vola lieve lieve
come un raggio di sole
come un fiocco di neve
chiudi gli occhi che sono con te

Luca Carboni - Chiudi gli occhi

Guiding light

Faro

On air:
Il mondo non gira o almeno non come
volevi tu come ci avevan detto
quando era buona un’idea
tu che sei ciò che sei che non cambierai mai
promettimi che ci sarà sempre un posto
che tieni caldo per me
fino a che tutte le strade portano a te
lascia che piova pure prendiamo il sole che c’è
fino a che tutte le strade portano a te
non ci si può sbagliare prendiamo il tempo che c’è

Ligabue - Tutte le strade portano a te

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