Man-at-arms
“Tu sei un soldato.”
“…”
“Tu combatti sempre.”
“…”
“Tu non ti arrendi mai.”
“…”
Complicato.
Se dovessi scegliere un termine – alla domanda “Come definiresti il tuo vivere?” – sicuramente userei questo. Nè facile nè difficile.
Complicato e basta.
Un’anagrafe complicata. Dove il buonismo cattolico faceva di me un “figlio-di-puttana”. E dove invece, ai figli di puttana – quelli veri, quelli con le mani sporche di sangue – i funerali cattolici non vengono negati.
Una famiglia complicata. Dove – ancora oggi – non riesco a capire certe dinamiche, certi assetti. Dove pesano anni di incomprensioni, di astio, di dolori, di rinfacci, di rancori. Dove una telefonata in piena notte sgretola ulteriormente quel sottile equilibrio. Dove non c’è Natale, Pasqua o vacanza passata come il resto di bambini.
Una scuola complicata. Perchè, appunto, nato figlio-di-puttana. Perchè trasmessa sempre come “dovere”. Perchè – per difendere un amico – mi son giocato la maturità. E creato ulteriori complicazioni con la famiglia di cui sopra.
Delle amicizie complicate. Dove una parola è poca e due sono troppe. Dove le scottature hanno lasciato i loro segni e sono l’unica cosa che resta.
La politica complicata. Dove vedi le ingiustizie e non riesci ad ingoiare. Dove sogni uomini che impugnano bastoni e si ribellano ai soprusi. Dove ti cacci nei guai perchè non sai tenere la lingua a freno. Dove l’onestà intellettuale è cosa rara. Ed il revisionismo storico è una moda.
Un lavoro complicato. Dove gli oneri son maggiori degli onori. Dove fai-fai e sembra sempre che non hai fatto nulla. Dove oggi, stando al mio conto corrente, non potrei comprarmi nemmeno le sigarette.
Dei ritmi di vita complicati. Dove ti senti dire “Ma dai? Non ci credo che non trovi il tempo per…”. Dove anche cenare è una complicazione. Dove è difficile gestire le cose. Dove – anche quando provi a gestirle – dipendono sempre da terzi.
Degli affetti complicati, delle relazioni complicate. Dove… dove e basta.
Allora ripensi a quelle parole e ti spieghi il perchè sei un soldato.
Negli ultimi tempi ho pensato molto ad una poesia di Ungaretti, “Soldati”, e credo calzi a pennello con ciò che hai scritto tu.
Un saluto :)
La poesia è stupenda…
…solo che tira un forte vento.
Ungaretti ha scritto anche questa, bellissima:
Di che reggimento siete
fratelli?
Parola tremante
nella notte
Foglia appena nata
Nell’aria spasimante
involontaria rivolta
dell’uomo presente alla sua
fragilità
Fratelli
Tutti i soldati hanno un fratello sulla cui spalla poggiare la testa.
@Gigi: è bellissima, non la conoscevo…
Dici che riusciremo mai a “semplificarci” la vita?
Secondo me non ci riusciremo mai.
M
Non so quanto funzioni, ma appena posso cerco di respirare intensamente quelle poche occasioni… =)
Anch’io combatto..forse è l’unico modo per sopravvivere:-)
@Giraffa: Denti stretti… e piccole cose che fanno da volàno per affrontare le battaglie quotidiane… =)
E mo’ inizio a capire un po’ di cose…
A proposito di stati di famiglia complicati, un giorno ti racconterò una storia.
Buona notte da un’altra complicata.:-)
“E mo’ inizio a capire un po’ di cose…”
Di che genere?