E facciamo anche QUESTO…
DIRE
Non saprei nemmeno da dove iniziare, tante sono le cose che vorrei dire. Vorrei parlare di emozioni, di incazzature, di momenti indimenticabili e da dimenticare. Di sorrisi disarmanti e di ferite che ancora bruciano. E poi della politica, della rabbia, delle prese di coscienza. In fondo – come tutti – ho un bagaglio di cose dentro. Cerco di raccontarle come meglio posso.
FARE
C’è chi dice che 24 ore non mi bastano, me ne servirebbero almeno il doppio. Di cose – tra quelle che ho fatto, quelle che ancora mancano all’appello e quelle che non posso più fare – non saprei scegliere. Io continuo a fare quello che posso e quello che sento. O – almeno – ci provo…
BACIARE
Tre baci.
Uno sulla bocca: l’amore.
Uno sulla guancia: l’affetto – il bene – quello vero.
Ed uno sulla fronte: la protezione.
Tutti e tre insieme.
E tutti e tre alla stessa persona.
LETTERA
Una sola.
Quella che termina con queste parole:
“Non so se mandarti un sms o meno, se dirtelo stasera o lasciare che sia tu domani a scoprire questa mail, non voglio nemmeno rileggerla. Non mi interessa correggere gli errori: questo non è il blog dove buone emozioni ed estetica si mescolano, queste sono solo le mie parole, quello che avrei voluto dirti oggi. Non vorrei che queste rimanessero solo parole, vorrei semplicemente che ci aiutassimo a vicenda sempre e comunque. Vorrei essere lì. Vorrei e basta.”
TESTAMENTO
E’ da un po’ che penso – veramente – di scriverne uno, non tanto per la quantità/qualità di roba che lascio, quanto per mettere al corrente chi resta di tutte le varie situazioni in piedi.
Tutto quello che potrebbe derivare dalla mia professione va ai miei genitori. E’ poco lo so, ma almeno li ripaga del supporto che mi hanno dato – a modo loro – in questi anni. E che non saprò mai contraccambiare.
A mio fratello lascio tutte le mie cose materiali. Forse è un modo per dirgli, come non ho mai fatto, quanto gli voglio bene.
Miciastra si prenderà cura di Dafne, questo già lo so; tra micie si troveranno bene (d’altronde, già ora, non scherzano mica). Terrà – inoltre – il mio orologio, la mia giacca da moto e la gestione di questo blog: saprà sicuramente come prendersene cura.
A Cayenna lascio una sua foto con dedica di quando avevamo 11 anni. Fu scattata nel cortile della scuola media. Ci sono molto affezionato.
A E, lascio il ricordo di una sera di marzo di 15 anni fa: spero le restituisca quel sorriso che ora sembra svanito.
A M & D invece, una risata. Una delle tante fatte sempre nello stesso pub e che – oggi – sembrano veramente lontane.
A chi resta fuori dalla lista, spero comunque di aver lasciato un’emozione. Bella o brutta, ma che sia un’emozione.
Non c’è nulla di peggio dell’oblio e dell’indifferenza.