Omesse verità
Scherzosamente, definisco così le bugie dette a fin di bene, magari per alleviare dolori e dispiaceri. Anzi: più che le bugie, le cose non dette.
Ma dipende molto chi si ha davanti.
Perchè in certi casi si peggiorano le cose, sottovalutando la persona; specie poi, quando la stessa s/ragiona alla velocità della luce (o – autocitandomi – ha le sinapsi veloci).
E quando succede – quasi a scrollarci di dosso quel senso di incertezza – sondiamo il terreno, cerchiamo conferme, chiediamo: “Beh, non mi chiedi nulla?”
L’altro ti guarda, abbassa lo sguardo e pensa: “E che dovrei chiederti? Quello che già so e che non dici?“
