E brava PRESCIA… proprio brava…
Avrai pure vinto 12 nomination a TBA, ma non sai contare…
12? Solo 12? Sei sicura? E LA MIA?
Eh?
Peraltro pure doppia!
Visto che succede a scrivere certe carinerie?
Ma come? Io ti adoro e tu mi tratti così?
Mo’ come la mettiamo?
Io non ti ci parlo più.
Ecco…
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Abbiamo trasmesso:
“12 - DRAMMA DELLA GELOSIA“
(Atto unico)
[Per farti perdonare, puoi sempre farmi recapitare una dozzina di quelle zocc…EHM… stangone russe…]
Questo ho imparato a chiedere, col tempo.
Non “Come va?“… semplicemente “Come stai?“.
Perchè non mi importa niente di come va, tanto va sempre - o quasi sempre - uguale.
Mi importa di come uno sta, di come si sente, di quello che gli passa per la testa e per il cuore.
Perchè è veramente l’unica cosa che conta. Ed è l’unica cosa che mi fa sentire bene.
Forse l’ho imparato tardi…
E passano anche questi giorni, con l’anno nuovo che prende il posto di quello vecchio e tu neanche te ne accorgi.
E così ripensi a questi giorni andati, alla velocità con cui sono trascorsi. A volte troppo lenti, spesso troppo veloci.
Ripensi a quel sabato prima di Natale, trascorso a fare regali conto terzi. Tu - che i regali li hai sempre fatti il giorno della vigilia, all’ultimo minuto, rigorosamente in moto - ti ritrovi a camminare per le strade di Roma con dieci buste in mano e sorridi perchè sei contento di tutto questo. Gli occhi parlano da soli… Ripensi ad un frase che ti taglia in due per quanto è bella: “Tu sei come l’essere e l’avere: ausiliario“. E tu non sai cosa dire…
Ripensi alla domenica dopo, al “Devo svuotare il bagagliaio dell’auto… mi fai compagnia?” e sorridi quando ti trovi davanti un caravanserraglio e due occhi disarmanti che dicono “Non dirmi nulla, eh? Chè non sei nella condizione di farlo“…
Ripensi alla sera della stessa domenica, quando una rana di legno ed un libro di Barbapapà ti fanno sentire bene col mondo…
Ripensi al pane che finalmente decidi di fare la notte della vigilia e che il giorno dopo mangerai…
Ripensi all’incazzatura che ti prendi il 26… per un semplice incomprensione… e ti rendi conto di quanto si è stronzi, a volte…
Ripensi alla corsa fuori Roma per prendere un mazzo di chiavi, mentre guardi fuori dal finestrino e vorresti spegnere tutte le voci che ti parlano dentro…
Ripensi all’ultimo dell’anno… alla passeggiata per Piazza Navona come non facevi da anni sotto il periodo natalizio… Ripensi a Capodanno… “Allora? Vieni a cena da me? Dai…” e tu sorridi e le dici “Non so...”. “Come ‘Non so?’ L’altro giorno hai detto di sì. Che ti rimangi la parola?“. E allora le mandi un sms dicendo “Fai spazio in frigo, che ho una sorpresa” e ti presenti con una stupidaggine che regala un sorriso… E passi una bella serata perchè è una serata normale, come se fosse un giorno qualunque, senza difese alzate… quattro anime che scherzano, sorridono, stanno bene… E con il il proprietario di una macchina rossa che ancora vi cerca…
Eppoi ripensi a questi ultimi giorni: “C’ho sete“… “Senti, scusa… c’ho sete“… “Posso dirti una cosa? C’ho sete“… Ripensi alla passeggiata per il mercatino, alle pulizie che sembrano più le grandi manovre, ad “Un’ottima annata“, alle corsa da Ikea, alla macchia di vino rosso sul mio piumone bianco latte… Ripensi alla pioggia che tamburella sul soffitto… ai colori diversi della casa… ai profumi…
Ecco, ripensi a tutto questo…
E sai che anche il 6 gennaio è andato…
Ed è un po’ come tornare a scuola…
E’ passato…
Dovrei smontare il mio ramo natalizio…
Non mi va…
On air:
“When you sail across the ocean waters,
And you reach the other side safely,
Could you smile a little smile for me?
’cause I’ll be thinkin’ about you,
I’ll be thinkin’ about you…”
Che poi - un giorno - ti svegli, leggi QUI e QUI e rimani senza parole. Magari una - prima o poi - te la saresti anche aspettata di nomina, ma due addirittura…
Due targhette tutte per te… fa piacere… molto…
Stavolta non è un meme, più semplicemente una segnalazione dei blog e relativi proprietari che ognuno di noi legge, quei blog che trasmettono un qualcosa o che - più semplicemente - hanno la capicità di farti pensare.
Premetto che buona parte dei blog che avrei voluto indicare, sono già stati “presi” dalla gattaccia malefica che risponde al nome di Miciastra, quindi - per avere una visuale d’insieme - leggete anche di là. Ce ne sono alcuni però che tengo solo ed esclusivamente nel feed reader, senza motivo apparente, forse perchè li leggo e basta senza mai commentare. Ho deciso di inserire non il link ai vari blog, quanto i link a singoli post che ritengo particolarmente indicativi.
JUN - Welcome to the JUNgle: Sono capitato lì per caso, di link in link, ho iniziato a leggere. Che altro dire? Ah si, vi riporto il commento che ho lasciato, credo valga più di mille parole: “Arrivo qui per caso, inizio a leggere dal basso verso l’altro… Poi leggo questo post, presto attenzione ad ogni singola parola, mi piace il carattere utilizzato… Mentalmente seguo il giro per Roma, l’ho percorso in moto ogni giorno che iddio ha fatto per dieci e passa anni… Rileggo l’intero post tre, quattro volte. Fa bene al cuore… Torno a trovarti…“.
DOUG - [Random]: Pungente quanto basta, ironico, caustico. E poi corre. Ed io - che correre ancora non posso - ogni volta che leggo è come se lo facessi con lui…
IL MIO BLOGROLL: Lo trovate alla vostra destra. In realtà se sono lì molti - ma alcuni soprattutto - stanno sulla sinistra. Dalla parte del cuore.
Ah, dimenticavo, chi decidesse di partecipare deve - o dovrebbe - seguire 4 semplici regole:
- Partecipare se si è stati nominati.
- Lasciare un link al post originario inglese
- Inserire nel post il logo del Thinking blog award.
- Indicare i blog che hanno la “capacità” di farti pensare.
[Edit Mode ON]
Mi correggo: le targhette sono 3… ed io ringrazio IAN… “Grazie amico mio“…
"Sei commozioni cerebrali negli ultimi tre anni, due dischi schiacciati, due fratture temporali, una applicazione di pneumotorace, perforazione dello stomaco, una decina di ricoveri con le piu' strane malattie tropicali, un assortimento di fratture degli arti, discrasia, dissenteria, dispepsia, disuria, disoressia". "C'e' altro con la lettera D che non ho ancora avuto?". "Si. Decesso".