Equilibri precari
“Certo, è difficile; le salite che ci si parano di fronte a volte sono pareti verticali, equilibri precari, l’arrampicata spezza il fiato, il picchetto che ci sembra ben piantato a volte frana e ci riporta indietro. E allora devi ricominciare a scalare, piano piano, sfruttando ogni minimo appiglio. Ed alla fine arrivi su, poggi il tuo zaino e - accendendo una sigaretta - saprai che hai dominato la montagna.
Ma le arrampicate - quelle serie, impegnative - si fanno in cordata: ci si tira su l’un l’altro, si sfida la parete, si condivide la gioia della vetta. Anche senza parlare. Le parole non servono quando si scala: spezzano il fiato, distraggono.
Quello che serve è concentrazione, impegno, tenacia.
E sapere che c’è sempre un braccio pronto a sostenere - a costo di sfibrarsi ogni singolo muscolo - la tua fune in caso di emergenza.”
Stasera ho in mente queste parole…
On air:
“Di una vita che scava nel cuore come un lampo nel vento
Che si sporca di gioia e dolore,
Ma non si ferma un momento,
Che dura solo il tempo di un fuoco
E quando si ferma è solo un fiammifero spento
Oh, vita, potessi tornare da capo,
Cambiare le carte e barare nel gioco
Con lo sconquasso di un bacio trovato e ridato
Nascondendo così il tormento che sento”
Lucio Dalla - atiV
Il silenzio è tanto imbarazzante con chi non si ha feeling quanto bellissimo con chi si ama.
Ah, il film era proprio quello del giorno della Marmotta.
Da soli non sempre ce la si può fare, ma a volte gli altri è come se, stranamente, ti tirassero ancora più giù.
Buona domenica, IM.
le più grandi imprese in arrampicata e non solo sono state fatte da grandi uomini in solitaria.
E chi ha bisogno di grandi imprese socio?
tutti noi abbiamo bisogno di grandi imprese.
anche il tirar fine mese, o dire ti amo, o mandare a fanculo tutti, o cambiare lavoro. sembrano piccole cose, ma sono grandi imprese
Concordo con Ian. In pieno.