Febbraio 2008

L’amore è eterno…

Un’anziana coppia acquista una casetta in un paesino nel Sud della Francia per trascorrere gli ultimi anni. Dopo qualche mese il marito incontra il sindaco del villaggio che gli chiede:
- Come va? Non vi annoiate troppo spero. Come trascorrete le vostre giornate?
L’anziano risponde:
- Alle 7 sveglia: attività sessuale. Colazione, ri-attività sessuale, doccia. Andiamo al mercato, alle 11 ritorno, attività sessuale, preparazione del pranzo. Aperitivo, pasto, attività sessuale al dessert. Alle 3 piccola passeggiata con la signora. Alle 6 ritorno: attività sessuale per non perdere l’abitudine. Alle 7 cena leggera, una minestra, un pezzo di formaggio e un po’ di attività sessuale. Alle 8 e 30 circa ri-attività sessuale mentre laviamo i piatti. Alle 9 andiamo a letto perché siamo stanchi.
Il sindaco stupefatto domanda:
- Ma quanti anni avete?
- Io 84 e Margherita 78…
- Ma complimenti! - dice il sindaco - Ma, esattamente, cosa intende per “attività sessuale”?
- Mi rompe i coglioni!

WuazzAmericA

X - “Allora Dottore, come avrà capito la nostra Società opera nel settore dell’IT ENGINEERING, sia come ASSET che come KNOW HOW. Come le dicevo la volta scorsa, avremmo bisogno di un FULL COST relativo al MANAGEMENT per elaborare un BUSINESS PLAN il più realistico possibile. Problemi di BUDGET d’altronde ci impongono di calcolare anticipatamente il BREAK EVEN POINT per il 2008. Sa… tutto questo in un’ottica di CORPORATE GOVERNANCE corretta…”

IM - “…”

[Mavatteneaff…]

120 BPM

Rientro tagliando Roma in due, south to north direbbero gli inglesi. Passo vicino la vecchia casa, decido di fermarmi e scendere un attimo. Fa effetto camminare nel vialetto. E’ lo stesso percorso tante volte mano nella mano, alle ore più improbabili, col naso all’insù a cercare la luna, quando Roma la tagliavo veramente in due, due volte a sera. Fumo seduto sulle scalette dove tante volte mi fermavo a parlare al telefono e mi torna in mente un locale, “Osteria del Rione“… che buffo, ne abbiamo parlato tante volte e poi non ci siamo mai stati insieme. Abbiamo anche prenotato una volta, non ci siamo presentati.
Inizia ad esser tardi, ripercorro il vialetto al contrario verso la macchina, fa freddo, la luna è una lama.
Perdo un po’ di tempo per scegliere la musica, voglio tornare a casa passeggiando stasera. Inizialmente penso a “The K&D Session”, alla fine scelgo un rmx degli Enigma. “Feel the heartbeat” dice il brano.

Feel the heartbeat“, penso.

Referrers

Non li controllo quasi mai, butto un occhio ogni tanto, più per curiosità che altro. Sorrido perchè la gente è strana o forse - strani - lo siamo un po’ tutti.

Ma quando leggo “Little baby porno” come chiave di ricerca, penso a te figlio di puttana, a quello che hai scritto e che vai cercando, a quello che potrei farti.

E potrei fartene di cose bastardo.

Ebano

Leggi “EBANO” di Kapuściński e poi muori…

Equilibri precari

Certo, è difficile; le salite che ci si parano di fronte a volte sono pareti verticali, equilibri precari, l’arrampicata spezza il fiato, il picchetto che ci sembra ben piantato a volte frana e ci riporta indietro. E allora devi ricominciare a scalare, piano piano, sfruttando ogni minimo appiglio. Ed alla fine arrivi su, poggi il tuo zaino e - accendendo una sigaretta - saprai che hai dominato la montagna.
Ma le arrampicate - quelle serie, impegnative - si fanno in cordata: ci si tira su l’un l’altro, si sfida la parete, si condivide la gioia della vetta. Anche senza parlare. Le parole non servono quando si scala: spezzano il fiato, distraggono.
Quello che serve è concentrazione, impegno, tenacia.
E sapere che c’è sempre un braccio pronto a sostenere - a costo di sfibrarsi ogni singolo muscolo - la tua fune in caso di emergenza.

Stasera ho in mente queste parole…

On air:
Di una vita che scava nel cuore come un lampo nel vento
Che si sporca di gioia e dolore,
Ma non si ferma un momento,
Che dura solo il tempo di un fuoco
E quando si ferma è solo un fiammifero spento
Oh, vita, potessi tornare da capo,
Cambiare le carte e barare nel gioco
Con lo sconquasso di un bacio trovato e ridato
Nascondendo così il tormento che sent
o”

Lucio Dalla - atiV

And rising

Eppoi - piano piano - risali…
E allora canticchi…
E sorridi…
E…

On air:
Rabbia stupore la parte l’attore
dottore che sintomi ha la felicità
evoluzione il cielo in prigione
questa non è un’esercitazione
forza e coraggio la sete il miraggio
la luna nell’altra metà
lupi in agguato il peggio è passato
forse fa male eppure mi va
di stare collegato di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone di guardare giù
la vertigine non è paura di cadere
ma voglia di volare
mi fido di te

Jovanotti - Mi fido di te

Sad(e)ness

Contro ogni previsione, torno a casa presto.
Ho fatto il diavolo a quattro per sistemare la giornata ed invece la giornata ha sistemato me.
Ripenso al FILM che ho visto per l’ennesima volta ieri sera. E’ uno dei film che rivedo volentieri perchè fa bene al cuore. Forse avrei dovuto tenerlo per stasera. A saperle certe cose. Ripenso alle parole di quella canzone introvabile che fa da colonna sonora al film… “Blue nights in november sky / Tears in the rain / Blue days in november nights / … / You don’t know what I say /… /Please, stay with me…“. O - almeno - queste sono quelle che penso di aver capito. Dovrei mettermi e studiare un po’ d’inglese, lo dico sempre e non lo faccio mai. Chissà come suonerebbero le parole di IM/A in inglese, magari riuscirei a trasmettere meglio certe cose. Qui e nella vita reale.
Metto su UNO DEI MIEI DISCHI PREFERITI, alzo il volume… tanto non dice niente nessuno. Sono diciotto anni che lo ascolto e sono diciotto anni che mi emoziona. E’ un disco mio, solo mio. Ho iniziato a condividerlo solo un anno e mezzo fa. In momenti ben precisi. E ne sono contento.
In giornate come queste, mi curo con la doccia. Apro l’acqua, mi siedo ed aspetto. Solitamente funziona, scrolla di dosso un po’ di merda che ci portiamo addosso. O con la doccia o con l’alcol. Oggi ho scelto l’alcol, forse per pigrizia. Spero funzioni e mi porti fino a domattina senza dèmoni accanto. Per ora sembra acqua, forse era meglio la doccia.
A proposito d’acqua: qui continua a diluviare. A vento. Sul soffitto le gocce si abbattono senza sosta. Non sanno che - a confronto - quello che ho dentro è il vero diluvio.
Avrò ascoltato “FANGO” venti volte oggi… “Io lo so che non sono solo /anche quando sono solo“… E’ una bella canzone, ma è una canzone. Non la vita, quella vera.
Penso che mi sono perso in un supermercato, perchè non avevo la “Coca Zero”… E che mi sono perso in quattro negozi diversi per cercare una cosa che non sono riuscito a trovare e che, ogni volta che salivo in macchina zuppo, sorridevo.
Penso che ho lasciato tutto e tutti oggi, ma alla fine - quello che ho veramente lasciato, forse per pura casualità - è stato il cuore. Sull’asfalto. Frantumato in mille vetrini come una lampadina scivolata di mano.
Penso che proverò a dormire. Ne ho bisogno.

Oggi va così. Magari domani andrà meglio. Sicuramente andrà meglio.


[QUI il video]

Blue Note

Turn down the lights, turn down the bed
Turn down these voices inside my head
Lay down with me, tell me no lies
Just hold me close, don’t patronize

Candy Dulfer - I can’t make you love me

Inchiostro

Cena forzata, locale misero, posto misero: ho provato in tutti i modi ma non sono riuscito a tirarmi indietro… Mi difendo come posso, con l’alcol e qualche risata col mio amico. Anche lui pensa le stesse cose, anche lui non è riuscito a sottrarsi alla serata.
Rientro a casa così, con un po’ d’amaro in bocca. Lascio all’ipod la scelta della musica, il Muro Torto mi sfila accanto… uno stronzo alza i fari, sembra volare basso o - almeno - ci prova… non sa che - di quel tratto di strada - conosco ogni singola buca, ogni giuntura dell’asfalto. Istintivamente accelero, lascio sfilare un paio di curve. Poi lo lascio passare, non ho voglia di correre. Soprattutto l’ho promesso. “Vai piano, questa strada mi ha sempre messo paura“, mi tornano in mente queste parole. Rallento ancora e mando un sms a chi l’ha dette.
Guido per inerzia, passo accanto allo studio, domani sarò lì; sono quasi contento… Percorro tutto il viale e ripenso alla mano sul cuore…
Ancora pochi minuti e sono casa” penso… “Ancora pochi minuti e scrivo…
Cosa non lo so.
Ma scrivo.

On air:
You can wait ’til morning comes
You can wait for the new day
You can wait and lose this heart
You can wait and soon be sorry

Tracy Chapman - If not now

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