Marzo 2008

Funky

Non so perchè, ma mi aspetto sempre grandi cose dal primo giorno di ora legale.
Come se quell’ora in più riuscisse a darmi quel tempo che sembra sempre mancarmi, di cui sono sempre a debito.
Forse perchè mi viene in mente quando tornavo a casa senza fretta, quasi a passeggio, costeggiando il Circo Massimo. A volte fermavo la moto, mi accendevo una sigaretta e fissavo le rovine in lontananza. Mi bastavano cinque minuti, il tempo per il sole di farsi arancione e lasciare il posto ai toni del blu.
O forse perchè l’ora legale segna l’avvicinarsi del mio compleanno. E’ un giorno come tanti. Eppure non ne passa uno senza quel senso di malinconia addosso che mi accompagna regolarmente di anno in anno. Ho come l’impressione che il tempo mi sfugga di mano, che non riesca a stargli dietro. Non so mai se è lui ad essere troppo veloce o io troppo lento. E allora, in giornate come queste, cerco di viverlo tutto quel tempo, di scandirlo con momenti intensi.
E con buona musica. Funky possibilmente.

Per il momento, ho provveduto.
Per la musica è da oggi che ascolto questo brano…

On air:
Io sono un uomo
quello creato maschio e femmina
ma che non sempre si riconosce in queste categorie
quello indagato dalle varie psicologie
che pende dalle labbra di filosofi,
scienziati, politici e preti
che ama la libertà ma si appassiona ai divieti
io sono un uomo
non so se hai presente un uomo

Jovanotti - Un uomo

Finders Keepers

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Ligabue - Cerca nel cuore

26/03/2008

Questo mercoledì-ventisei-marzo-duemilaotto mi ha insegnato che le persone vanno educate.

Si vis pacem, para bellum

So già che quello che sto per scrivere non piacerà o susciterà qualche protesta. Fa niente. Fa niente perchè di fronte alle cazzate ed all’ipocrisia non riesco proprio a tacere. Mi riferisco a notizie come questa: “Boicottiamo Pechino 2008“.
Come? Scusi, può ripetere? Boicottiamo Pechino 2008? E perchè? Ah, il Tibet… i diritti umani… Giusto, i diritti umani.

Ma dove erano questi tizi quando i diritti umani venivano - e vengono tuttora - calpestati in Sierra Leone? E in Darfur, in Cile, in Nicaragua, in Congo, in Cambogia, in Laos, in Vietnam, in Sudafrica, in Argentina, in Cecenia, ad Haiti, in Angola, in Rwanda, in Somalia? E perchè nessuno si incazza come un’ape quando legge che due terzi della popolazione mondiale non ha accesso all’acqua potabile? Non è un diritto umano anche questo?

Dove erano “lorsignori”?
Dove sono ora? Vorrei sapere dove sono. Perchè la LISTA è lunga.

Allora viene da chiedermi un’altra cosa: non è che ce la prendiamo tanto per il Tibet solo ed esclusivamente perchè la Cina (e l’Oriente in generale) oggi è lo spauracchio commerciale di un potere economico ormai in frantumi? O - forse - il Comitato Olimpico Internazionale non sapeva - nel 2001 - che è dal ‘59 che va avanti questa storia? Cosa c’entrano le Olimpiadi con l’autodeterminazione di un popolo? Diciamocela tutta: abbiamo tenuto “sotto mazzola” per diversi anni i PVS ed ora che hanno alzato la testa, ci mettono paura. Molta paura. Ce ne frega cazzi del Tibet e del resto del mondo.

Non è con questo che si ottiene quello che ci spetta di diritto, la dignità che ogni uomo dovrebbe avere. “Servono guerre e rivoluzioni e drammi e sangue, per arrivarci“, come dice Parolibero. O - per dirla diversamente - “Si vis pacem, para bellum“.

Tutto il mio appoggio agli oppressi, fa parte della mia formazione, delle parole di mio padre, del mio senso di giustizia.
Ma non toccatemi i 100 metri.

Magnolia

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I will not apologize for who I am
Frank T.J. Mackey - Magnolia

“Come stai?”

Come sto?
Vuoi sapere come sto?
Mi sento come una gomma americana.
Masticata un po’ e gettata via.
Ecco come sto.

Love’s Divine

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[Ascoltata oggi per radio, mi ha preso un pezzo di cuore…]

Something to believe in

E’ la sigla finale dell’EPISODIO appena trasmesso di CSI Miami.
Quello dove Horatio è in piedi sul tetto e Miami gli ruota attorno.
Sono impazzito per trovarla, è bellissima…

You talk too much
maybe that’s your way
of breaking up the silence
that fills you up
but it doesn’t sound the same
when no one’s really listening

We stumble into our lives
reach for a hand to hold
any wonder we need to find
a certain something certain

Turn out the light
and what are you left with
open up my hands
and find out they’re empty
press my face to the ground
i’ve got to find a reason
just scratching around
for something to believe in

You have too much
and spending all your time
collecting and discovering
it’s not enough
and no matter how you try
you never find the one you want

We stumble into our lives
without a hand to hold
any wonder we need to find
a certain something certain

Turn out the light
and what are you left with
open up my hands
and find out they’re empty
press my face to the ground
i’ve got to find a reason
still scratching around
for something to believe in
something to believe in”

Aqualung - Something to believe in

Titanic

Diario della crociera:

1° giorno
Tutto pronto… Non vedo l’ora di salpare…

2° giorno
Siamo in mezzo al mare. Meraviglioso: ho visto una balena e qualche delfino. Questa vacanza é iniziata in un modo bellissimo. Ho conosciuto il Capitano che è un uomo molto affascinante e carismatico.

3° giorno
Ho passato molte ore in piscina. Il Capitano mi ha invitato a pranzo nella sua cabina. Mi sono sentita onorata.

4° giorno
Sono andata al casinò della nave e ho vinto 700 euro. Il Capitano mi ha invitato a cena nella sua cabina. Caviale e champagne. Poi mi ha chiesto di passare la notte con lui, ma ho rifiutato. Non tradisco mio marito. Per nessun motivo.

5° giorno
Nuovamente in piscina. Ho preso il sole in topless e mi sono abbronzata. Poi sono andata al piano-bar. Il Capitano mi ha visto e mi ha fatto portare un cocktail analcolico. E’ una persona molto gentile. Mi ha chiesto nuovamente di raggiungerlo nella sua cabina, ma io ho rifiutato ancora una volta. Allora lui mi ha detto che se non passo la notte con lui, farà affondare la nave. Sono rimasta sconvolta!

6°giorno
Sono contenta: stanotte ho salvato la vita di 1600 passeggeri…

Ben quattro volte…

Poche parole

Alle volte non sai cosa dire. Eppure riesci a scrivere due cazzate e ti riesce anche bene. Rubi un sorriso a chi passa e ti godi la tua dose di autoreferenzialità.
Altre volte scrivi e basta. Forse perchè hai bisogno di mettere nero su bianco quello che ti passa per la testa o per il cuore. E te ne freghi di quelli che leggeranno perchè tu le senti e basta.
Altre ancora metti un brano, una foto, un video. Affinchè parlino per te. O - magari - per non lasciare buchi sul calendario del blog.

Poi ci sono le volte come questa, in cui vorresti scrivere tante cose ma non sai davvero da dove iniziare. Non sai se è giusto scriverle o sei puoi scriverle. Non saresti nemmeno capace di renderle per quelle che sono veramente.

E allora dici soltanto che è stato un buon weekend.
Di quelli che rimangono e che non ti toglie nessuno.

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