Venerdì
Piove e Roma si muove lentamente.
Il traffico rallenta tutti i miei ritmi, gioco con la rotellina dell’iPod, cerco una canzone in particolare. E’ venerdì ma con la testa sto ad un altro venerdì, un venerdì dei primi di giugno dello scorso anno.
Da lì a pochi giorni, sarebbe cambiato qualcosa.
- “Che fai?”
- “Vado al mare. Vieni? Dai, dai… vieni con me?”
- “Non posso. Devo lavorare…”
- “…”
Poi invece lascio tutto e parto. Faccio l’Aurelia quasi volando, passo accanto al ponte di legno ed arrivo.
- “Allora? Te lo godi un po’ di sole?”
- “Si…”
- “Sei molto carina sul lettino…”
- “Ah si? E tu che ne sai?”
- “Girati verso il bar...”
- “Ma… ma… sei qui???”
- “Essì…”
Di quel venerdì ricordo un sorriso, la sabbia nelle scarpe, l’odore della crema solare, l’aria calda nel casco.
Bel venerdì…
Le situazioni decise all’ ultimo minuto sono sempre le migliori, buoni ricordi e… con il nuovo meme che ti ho lasciato avrai altre cose da raccontare :P (per scoprire vieni in my blog)
altri venerdì arriveranno… non può esserci solo il lavoro…
un abbraccio
Nel mio venerdi, dopo chilometri di pioggia a dirotto, ci sono due splendidi occhi di foglia, pieni di luce, che mi sorridono..anche sotto la crudele morsa del raffreddore..coraggio, il mondo non si ferma alla felinità ;-))
Conserva i tuoi bei ricordi: sono, per tutti, patrimonio inestimabile.
@Anna: Vengo a scoprire…
@Gandalf: Speriamo amico mio… sono in astinenza da mare…
@NoBlogger: Occhi di foglia? Wow…
@Dyo: O-oh… così arrossisco…