Gran Turismo

Rientro ora dopo una giornata passata in macchina.
Partito alle 11, direzione Perugia. Anzi Bastia Umbra.
Mi fermo al primo autogrill dell’A1 per un caffè. Questo è l’autogrill dove mi fermai l’ultima volta che sono stato a Parigi. Mi manca Parigi, mi manca il Quartiere Latino. Se avessi un po’ di tempo e qualche soldo in più ci andrei. Anche un paio di giorni soltanto, anche da solo. Giusto per respirare un’aria diversa, per sedermi ad un caffè ed oziare nel vero senso della parola. Sono passati quattro anni dall’ultima volta, sembra un’eternità.
Sull’A1 c’è poco traffico, si cammina bene, entro i limiti ma si cammina bene. Sono i pensieri che vanno troppo veloci. Sarà l’appuntamento che mi aspetta, forse.
Guido e non dò tregua alla rotellina dell’iPod, un brano dopo l’altro. Poi il dito si ferma su “The sun don’t lie” di Marcus Miller, alzo il volume al massimo. Il bivio per Amelia mi passa accanto: c’ho passato Ferragosto 2006 ad Amelia, ero andato in moto a trovare degli amici. Sono arrivato il 14 pomeriggio e scappato il 16 mattina. Mi mancava l’aria. A dire il vero l’aria m’è mancata per quasi tutta l’estate del 2006. Per la precisione fino al 20 agosto. Guido quasi ipnotizzato dalla musica, percepisco la strada come spazio ma non come luogo. Ho cercato in giro qualche compagno di viaggio ma, chi per un motivo chi per un altro, nessuno era disponibile. Solo un paio di telefonate mi riportano alla realtà.
Quando passo Perugia mi torna in mente un bacio ricevuto a vent’anni sotto il bacio - quello di cioccolata - gigante della Perugina. Sorrido.
Alle 13 sono lì, Bastia Umbra: il deserto - a paragone - sembra Porta Portese. Sono arrivato presto, cerco un ristorante ma di ristoranti nemmeno l’ombra.
Cazzo, sono in Umbria e non c’è un ristorante aperto nemmeno a pagarlo oro“.
Così mi ritrovo a mangiare in una tavola calda, in un posto del cazzo, per fare un lavoro del cazzo, per gente del cazzo.
Buon pranzo“.
L’appuntamento va come previsto, un paio d’ore scarse e tutto è finito. Quattro mesi e passa di lavoro per due ore scarse, per pochi spiccioli e soprattutto per gente di merda. Ma anche questo fa parte del mio lavoro.
Prendo un caffè, rimetto in moto e via: tutto al contrario. Penso ai rapporti interpersonali, a come è difficile gestirli. A come due persone, due esseri viventi andati sempre d’amore e d’accordo ora si scannino per una manciata di soldi. E tu lì in mezzo, a mani nude, a parare i colpi da tutte e due i lati. Dell’appuntamento mi ricordo una frase che non so neanche come mi sia uscita: “Signora, io già fatico a gestire i miei di rapporti interpersonali, figuriamoci quelli degli altri“. A metà tragitto lascio gli occhi su un crinale: c’è un casolare, di quelli vecchi, quasi un rudere. Ecco, mi piacerebbe essere il proprietario di quel casolare. Mi piacerebbe andarci quando possibile, camminare a piedi scalzi sull’erba ed alla sera innaffiare il prato. Forse è un retaggio della vecchia casa con giardino che avevano i miei e dove io sono cresciuto.
E’ un periodo strano questo, penso. Forse non sarei in grado nemmeno di spiegarlo. E’ come se fossi perennemente insoddisfatto. Anzi, peggio: è come se nulla mi emozionasse. Proprio nulla no, ma la maggior parte delle cose si. “E’ un periodo, capita, passerà“. Questa la formula di rito che ognuno di noi si ripete in questi momenti ed io non sono da meno. Penso che scrivo poco in questo periodo, in compenso leggo molto, libri soprattutto. Penso che vorrei scrivere di più, scrivere quello che mi passa per la testa ma non sempre ci riesco.
Forse oggi ci sono riuscito, scrivendo tutto questo.

12 comments:

  1. No Blogger 21 Giugno 2008 - 12:05

    sì, ci sei riuscito..vedrai che qualcosa ti emozionerà di nuovo ;-))

     
  2. giraffa.c 21 Giugno 2008 - 19:15

    Magari si tratta solo di mettere in ordine i pensieri.. che strano, al contrario di quanto accade a te, tutto mi emoziona, eppure da un po’ vivo come se mi mancasse l’aria anzi, in certi momenti, vado proprio in apnea. E’ un periodo-capita-passerà, ma se non passa dovrò sfidare Pellizzari:-)

     
  3. Miciastra 25 Giugno 2008 - 2:15

    Posso prestarti il mio kalasnikov?

     
  4. Miciastra 25 Giugno 2008 - 2:15

    Ho dimenticato l’acca…

     
  5. InvernoMuto 25 Giugno 2008 - 10:22

    @NoBlogger: Ma si… alla fine passa sempre tutto… però c’è gente di cui farei volentieri a meno…

    @Giraffa: Ecco, io sono in apnea al contrario… Sarà che non faccio un po’ di vacanza da un anno ormai? =|

    @Miciastra: Mani nude no? C’è più gusto… =D

     
  6. miciastra 25 Giugno 2008 - 11:03

    Una frusta no!?!

     
  7. InvernoMuto 25 Giugno 2008 - 13:17

    @Miciastra: La frusta solo abbinata ad un completino in latex…

    Ehm…

    Cool

     
  8. giraffa.c 25 Giugno 2008 - 15:37

    Vacanza? What’s vacanza??! ;-)

     
  9. No Blogger 25 Giugno 2008 - 17:58

    è pieno di gente di cui faremmo volentieri a meno…uhm..la soluzione potrebbe esser proprio questa: farli vestire in latex, borchiarli, mettergli la museruola, ammanettarli e frustarli ogni due giorni, prima e dopo i pasti…che te pare ? ;-))

     
  10. Dyo 25 Giugno 2008 - 22:19

    Beh: hai fatto bene. :)
    Se ti può consolare sono sull’atarassico anch’io. :|

     
  11. InvernoMuto 26 Giugno 2008 - 1:06

    @NoBlogger: E se poi gli piacesse? Mmm…

    @Dyo: Non è atarassia, è un periodo di scazzo. Forse è l’anniversario dell’incidente che mi fa girare le palle tipo elica… Facessero almeno aria fresca, viste le temperature…

     
  12. No Blogger 26 Giugno 2008 - 8:15

    …e se gli piacesse, bisogna farsi pagare ;-))

     

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