Vi ricordate “Qualcosa è cambiato“? Il film con Jack Nicholson pieno di turbe maniacali? Dai, quel film dove lui alla fine dice quella frase bellissima, “Tu mi fai sentire un uomo migliore“… Ve lo ricordate?
Bene.
Il meme che m’ha passato GIRAFFA è – pressappoco – la stessa cosa: indicare sei (nè cinque nè sette: sei, mi raccomando…) abitudini. Il regolamento (vorrei parlare con cui l’ha scritto, poi un giorno…) dice anche “non particolari”. Boh… come se ce ne fossero alcune più particolari delle altre. Dice anche di passarlo a sei persone (con rispettivi link, ci mancherebbe).
Detto questo, direi che possiamo iniziare:
Ora tocca a voi:
MICIASTRA (Poteva mancare?)
ANNA (Che devo restituirle il favore…)
DYO (Vedi sopra…)
IAN (Che è un po’ che non lo sento…)
GANDALF (Così mi manda un po’ di maledizioni…)
NOBLOGGER (A bello, nun ce provà a dì che nun c’hai il blog… usi i commenti qui…)
“Bene, la trovo bene… possiamo iniziare il Protocollo 3… Signorina, prescriva al Sig. IM il Protocollo 3 e fissi un appuntamento per i primi di ottobre… Ah, mi raccomando: esercizi senza dolore, assolutamente senza dolore…”
Esco dall’ennesimo controllo di routine piacevolmente sorpreso, era un po’ che non mi sentivo così… Per un momento accantono tutto: debiti, lavoro, preoccupazioni. Rileggo il foglio con la terapia prescritta, penso al termine “Protocollo 3″ e sorrido: finalmente posso rimettere su un po’ di muscoli. Con calma, ma posso prendere in mano un po’ di pesi; sempre seguito dai fisioterapisti – ci mancherebbe – ma è un bel passo avanti. Così potrò passare nuovamente davanti allo specchio senza vedermi diverso, senza sentirmi a disagio. Sembra assurdo lo so, dopo tutto quello che mi è successo, preoccuparsi dello specchio, eppure è così. Perchè quando sei alto 1.82 e pesi 96 chili sei piantato con i picchetti per terra che nemmeno domine iddio ti sposta; quando invece – dopo tredici mesi – ne pesi 73 di chili tutto cambia. Inizio il protocollo 3 sapendo che mi aspetta un bel po’ di fatica, ma lo inizio col sorriso sulle labbra e buona musica nelle orecchie, specie ora che posso ascoltarla come si deve.
Ho aspettato tanto questo momento.
368 giorni, per la precisione.
On air:
“Carly don’t be sad
Life is crazy
Life is mad
Don’t be afraid
Carly Don’t be sad
That’s your destiny
The only chance
Take it, take it in your hands”
Enigma – Age of loneliness

Ecco… sono un po’ senza parole…
[Incoming Call]
IM – Eccolo… Come stai?
Miciastra – Allora?
IM – Allora, che???
Miciastra – No, dico: ALLORA???
IM – … [Mò che ho fatto?
]
Miciastra – Come allora che??? Lo vogliamo craccare o no questo Babylon? Già mi devi sistemare i doppi spazi nei commenti…
IM – …
No, non mi riferisco all’album M² di Marcus Miller, ma a due meme: il primo proviene da DYO anzi – citandola – dalla sua perfidia; il secondo da ANNA, perchè accantono ma non dimentico…
SAFFO – Frammento #52
“Tramontata è la luna,
tramontate le Pleiadi.
È a mezzo la notte;
trascorre il tempo;
io dormo sola.”
Credo ci sia poco da aggiungere: questo è puro amore, di quelli densi come il miele…
***
W. B. YEATS – He wishes for the cloths of heaven
“Had I the heaven’s embroidered cloths,
Enwrought with golden and silver light,
The blue and the dim and the dark cloths
Of night and light and the half light,
I would spread the cloths under your feet:
But I, being poor, have only my dreams;
I have spread my dreams under your feet;
Tread softly because you tread on my dreams.”
***
JACQUES PREVERT – Paris la nuit
“Trois allumettes une à une allumées dans la nuit
La première pour voir ton visage tout entier
La seconde pour voir tes yeux
La dernière pour voir ta bouche
Et l’obscurité tout entière pour me rappeler tout cela
En te serrant dans me bras.”
Su questa ho lasciato un pezzo di cuore… molto più che un pezzo…
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DANTE ALIGHIERI – Inferno XVIII
“Luogo è in Inferno detto Malebolge,
tutto di pietra di color ferrigno,
come la cerchia che dintorno il volge.”
Questa invece mi ricorda un POST divertente che scrissi un po’ di tempo fa…
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HO CHI MINH
“Pur con le gambe
e i polsi
strettamente legati
ovunque
sento uccelli
e il profumo dei fiori.”
E questa me la fece leggere mio papà quando ero adolescente. Non smetterò mai di crederci, in queste parole…
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Ed ora – visto che siete ragazzetti svegli – le regole non c’è bisogno che ve le spieghi…
E – sempre perchè siete ragazzetti svegli – lascio a voi la voglia o non voglia di giocare…
Ah, dimenticavo: se vi capita, ascoltatelo M² chè ne vale la pena…