Août
“Controvento” a Fregene. La pizza rossa. Dafne che corre nel giardino. Un anello d’argento trovato in terra. La prima volta in bicicletta dopo un anno e passa. Diabolik. Il viaggio di andata. “Almost blue” di Carlo Lucarelli. L’autan. “Sparecchio io”. La resina dei pini. Una rasoiata a due giorni dalle ferie. Il climatizzatore rotto. I racchettoni e la pallina rosa. La pasta con le telline. Il mate. I piedi scalzi. Il Lagavulin. Una sigaretta alle quattro di notte sotto un cielo stellato mentre tutto dorme. “Dance Dance Dance” di Murakami Haruki. I bagagli che pesano un accidente. Le chiavi al collo quando andavo ad innaffiare le piante. Il blackberry. Un appuntamento di lavoro ad Anzio e la testa da un’altra parte. Il mercatino. Dafne che non si trova. Le parole che non trovo all’arrivo. Mettersi una maglietta nuova senza togliere la targhetta. Un tuffo in piscina. Lo stick per proteggere la cicatrice. Un’altra rasoiata. I capricci per andare a dormire. Le parole crociate. Lo spezzatino con le cipolle. I rospetti in giardino. Il bagno del bar per non svegliare chi dorme ancora. La tromba d’aria il giorno di Ferragosto. Le quattro bottiglie di prosecco sempre il giorno di Ferragosto. Stendere i costumi. Un’orchestrina di paese. Girare attorno al tavolo del buffet. La pioggia torrenziale. Un primo viaggio di ritorno. Il ghiacciolo alla coca-cola. Essere messo alla prova. I piedi ciondolanti seduto sul molo del porto. Le Crocs viola. Il chiù dell’assiolo. Una bimba bellissima. “Quattro Marlboro rosse e quattro light, grazie”. Un tramonto che toglie il fiato. Il freddo della notte. Cazzeggiare per strappare un sorriso. Una mattina in un centro commerciale a Roma. I lavori a casa e la polvere dappertutto. L’autoricambi. “Che caldo stasera”. L’odore dei cornetti caldi. Il carretto della frutta sulla spiaggia. Un pranzo da schifo in un centro commerciale ad Aprilia. Il cellulare spento. “L’amore non va in vacanza” in dvd. Gli Oreo. Un secondo viaggio di andata. “Ma questi fari non sono un po’ bassi?”. Il frozen yogurt. Una lampada difettosa. Il secondo viaggio di ritorno. “Dov’è Via Asmara?”. L’acqua “intensamente” frizzante. Le pulizie in casa. “I’m yours” di Jason Mraz. I piedi incrociati. Essere sempre presente.
Questo è agosto.