'Emozioni'

Engage

Il ragazzo accanto a me - che sta facendo un’applicazione di laser - dice: “Dai… il peggio è passato…
Essì… è passato…” rispondo io. E stringo i denti per tirare su una pallina di tre chili per quindici volte di fila.
E’ passato” - penso - “Ma non il peggio: il meglio… Il peggio - quello vero - deve ancora arrivare…

Meno di 24 ore e decideranno cosa fare della “ferraglia“. Se rimuoverla, quando rimuoverla e come rimuoverla. Ne dovevano passare solo dodici - di settimane - ed invece ne son passate trenta.
Cerco di pianificare i giorni che verranno, far collimare lavoro e vita privata. Ammortizzare - in qualche modo - quello che ho già passato. Solo che all’epoca ero incosciente perchè non sapevo a cosa andavo incontro.

Oggi è diverso: so quello che mi aspetta…

On air:
I don’t know what’s worth fighting for
Or why I have to scream
But now I have some clarity
to show you what I mean
I don’t know how I got this way
I’ll never be alright
So, I’m breaking the habit
I’m breaking the habit
I’m breaking the habit
Tonight

Linkin Park - Breaking the habit

A phone call

[Ore 21.30 - Scatta il piano diabolico…]

IM - Dobbiamo chiamare… assolutamente…
M - Si, dai… ma cosa le diciamo?
IM - Beh, dobbiamo inventarci qualcosa… mmm…
M - Per esempio?
IM - Potremmo dire che siamo… dai, lascia fare a me…
M - No dai, deve essere fatta bene e poi con il tuo cellulare perchè il mio ce l’ha in memoria… Potremmo dirle che siamo della Vodafone…
IM - No, a quest’ora… da un cellulare poi…
M - Già, hai ragione… E allora cose le diciamo?
IM - Lei è Notaio, potremmo chiamare dicendo che il suo numero ce lo ha dato il Dott. Ferrari di Roma e che vorremmo vendere delle proprietà in Sicilia…
M - Perfetto!!! Mi raccomando, sii convincente!

34XXXXXXX… DRIN DRIN DRIN DRIN DRIN DRIN

[Vivavoce attivato]

P - PrOOOnto… chi pAAArla?
IM - Notaio XXXXXXXX?
[Miciastra è già piegata in due dalle risate]
P - [Con tipico accento della Val di Susa] Si, chi pAAArlA?
IM - Mi scusi l’ora ma ho avuto il suo numero dal Dott. Ferrari di Roma… [Cazzo sono? Ah, si!] Sono il Dott. De Rossi…
P - Si, mi dicAAA…
IM - Io avrei la necessità di movimentare degli immobili in Sicilia… fare qualche operazione e vorrei fissare un appuntamento con lei… [Ghghgh…]
P - Si, potrem…
IM - Lei esercita su Palermo, vero?
P - No, su AgrigEEEnto!!!
IM - Ma lei sarebbe disponibile comunque a seguirmi?
P - Eventualmente le dò il numero di un cOOOllega perchè blaaa, blaaa, blaaa, blaaa e poi bl…
IM - [A bruciapelo] Ma tu mi vuoi ancora bene?
[Silenzio di tomba. Passano 5 lunghi, interminabili secondi…]
P - … … … Ma… chi pAAArla?
IM - Ma mi vuoi ancora bene o no?
[Miciastra è praticamente senza fiato]
P - Ma chi è?
IM - Io aspetto ancora le 12 zoccEHM… stangone russe…
M - Ciao PRESCIA… siamo Miciastra ed InvernoMuto!!! Ci sei cascata, eh?
P - MinchiAAA ragAAAzzi!!! Ciaooo… Accidenti ho il cellulare scarico ed ho paura che…blaaa, blaaa, blaaa, blaaa e poi ancora blaaa… MinchiAAA che soPPreAAA….
IM +M - Come stai? Hai visto che sorpresa?
P - Siii…che beeello! Come state?
IM+M - Noi bene e tu?
P: IOOO bEEEne… Ma - accidenti [Giuro, stavolta non ha detto “MinchiAAA”] - ho il cellulare che mi si sta scaricando e non vorrei cadesse la telefonata… MinchiAAA che bEEEllo sentirvi!
IM+M - Si, abbiamo pensato di farti una sorpresa… Ma quando vieni a Roma?
P - Eh, dovrei venire alla fine del mese e…
M - No, ti prego… in quel periodo io sarò a Napoli!
P - Eh… vedrai che poi sarà a febbraio…
IM+M - Ci dobbiamo assolutamente vedere!
IM - Dovete venire su in 13!!! Te e le 12 russe!!!
P - Si, te le porterò, non preoccupAAArti! [Credice… credice… ]
M - Prescia, dai… ci dobbiamo vedere!!!
P - Si, vengo presto a Roma, che bEEEllo ragazzi avervi sentito!!!! Ora vado a cena che ho una fame tremenda!!!
IM+M - Ciao Prescia bella, ci sentiamo presto!!!
P - Siii… ciao ragazzi!!!

_________

Abbiamo trasmesso:

A PHONE CALL - Pseudo consulenze notarili

(Due Atti)

 

MICIASTRA - Come far nascere un’amicizia attraverso il web: Istruzioni per l’uso.

INVERNOMUTO - Le buone emozioni costano meno di 30 centesimi…

#46

You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

Lucio Dalla - Due dita sotto il cielo

[Tutto questo per dire che sono in astinenza da MotoMondiale]

Thinkin’

Thinkin'

E passano anche questi giorni, con l’anno nuovo che prende il posto di quello vecchio e tu neanche te ne accorgi.
E così ripensi a questi giorni andati, alla velocità con cui sono trascorsi. A volte troppo lenti, spesso troppo veloci.

Ripensi a quel sabato prima di Natale, trascorso a fare regali conto terzi. Tu - che i regali li hai sempre fatti il giorno della vigilia, all’ultimo minuto, rigorosamente in moto - ti ritrovi a camminare per le strade di Roma con dieci buste in mano e sorridi perchè sei contento di tutto questo. Gli occhi parlano da soli… Ripensi ad un frase che ti taglia in due per quanto è bella: “Tu sei come l’essere e l’avere: ausiliario“. E tu non sai cosa dire…

Ripensi alla domenica dopo, al “Devo svuotare il bagagliaio dell’auto… mi fai compagnia?” e sorridi quando ti trovi davanti un caravanserraglio e due occhi disarmanti che dicono “Non dirmi nulla, eh? Chè non sei nella condizione di farlo“…

Ripensi alla sera della stessa domenica, quando una rana di legno ed un libro di Barbapapà ti fanno sentire bene col mondo…

Ripensi al pane che finalmente decidi di fare la notte della vigilia e che il giorno dopo mangerai…

Ripensi all’incazzatura che ti prendi il 26… per un semplice incomprensione… e ti rendi conto di quanto si è stronzi, a volte…

Ripensi alla corsa fuori Roma per prendere un mazzo di chiavi, mentre guardi fuori dal finestrino e vorresti spegnere tutte le voci che ti parlano dentro…

Ripensi all’ultimo dell’anno… alla passeggiata per Piazza Navona come non facevi da anni sotto il periodo natalizio… Ripensi a Capodanno… “Allora? Vieni a cena da me? Dai…” e tu sorridi e le dici “Non so...”. “Come ‘Non so?’ L’altro giorno hai detto di sì. Che ti rimangi la parola?“. E allora le mandi un sms dicendo “Fai spazio in frigo, che ho una sorpresa” e ti presenti con una stupidaggine che regala un sorriso… E passi una bella serata perchè è una serata normale, come se fosse un giorno qualunque, senza difese alzate… quattro anime che scherzano, sorridono, stanno bene… E con il il proprietario di una macchina rossa che ancora vi cerca…

Eppoi ripensi a questi ultimi giorni: “C’ho sete“… “Senti, scusa… c’ho sete“… “Posso dirti una cosa? C’ho sete“… Ripensi alla passeggiata per il mercatino, alle pulizie che sembrano più le grandi manovre, ad “Un’ottima annata“, alle corsa da Ikea, alla macchia di vino rosso sul mio piumone bianco latte… Ripensi alla pioggia che tamburella sul soffitto… ai colori diversi della casa… ai profumi…

Ecco, ripensi a tutto questo…
E sai che anche il 6 gennaio è andato…
Ed è un po’ come tornare a scuola…
E’ passato…
Dovrei smontare il mio ramo natalizio…
Non mi va…

On air:
When you sail across the ocean waters,
And you reach the other side safely,
Could you smile a little smile for me?
’cause I’ll be thinkin’ about you,
I’ll be thinkin’ about you…

Norah Jones - Thinking about you

Ah…

…dimenticavo:

Che ho fatto a Capodanno?

 

Quello che ho fatto materialmente, poco conta…
Quello che conta veramente è che ho sorriso…
Come non ho mai fatto ad un Capodanno…

E…

XYZ: “E… che fai a Capodanno?
IM: “Se sono fortunato sto a casa, se sono sfortunato ricevo qualche invito

Già… che faccio a Capodanno? Non lo so nemmeno io… come se poi fosse obbligatorio fare qualcosa. Chi cazzo l’ha detto che debba divertirmi per forza la notte di Capodanno? O di Carnevale? Due giorni che odio, mai tollerati. Sentirmi obbligato a ridere e sorridere per forza (che poi, sono i gesti più naturali e spontanei dell’uomo) quando - magari - ho le palle che frullano più veloci delle particelle del CERN. Come se una notte di 10 ore servisse a buttare via i bocconi amari, le preoccupazioni, gli schiaffi che hai preso fino a dieci minuti prima.

Quindi non so cosa farò a Capodanno. Questo è poco ma sicuro.
So - invece - cosa ho fatto o non ho fatto quest’anno.
So esattamente quello che ogni singolo giorno mi ha dato e mi ha tolto.

Di Gennaio, so che mi ha dato un trasloco lampo, una nuova casa, una cena in un ristorante giapponese, delle urla in piena notte all’angolo di una concessionaria. Ma - soprattutto - un pomeriggio di quelli da spezzare il fiato per l’emozione.

Febbraio mi ha fatto conoscere - per la prima volta - il senso del distacco, della lontananza. Ma anche il ritrovarsi e rimanere senza parole. Mi ha dato anche una corsa in moto come non facevo da tempo, di quelle dove la strada è un fettuccia e tu, lanciato, cerchi di scrollarti di dosso un po’ di sudiciume. Oggi non la rifarei. Tanto, il fardello che ognuno di noi porta con sè, rimane ben aggrappato anche ad alte velocità.

Marzo sembra esser passato così, ovattato, senza togliere o dare più di tanto. A pensarci bene, niente passa così. I segni restano sempre, nel bene e nel male. Fortunatamente i segni lasciati da Marzo, sono state principalmente buone emozioni.

Ad Aprile ho sottratto una foto, di quelle inaspettate, quando i raggi del sole fanno il loro lavoro. Non so quante volte l’ho guardata da allora. Ad Aprile però, ho anche sistemato un conto che avevo in sospeso: perchè l’affetto prescinde dall’amore. E perchè ognuno di noi ha diritto a quella dignità che gli spetta come essere umano.

Maggio mi ha dato un anno in più, almeno all’anagrafe. Mi ha dato una giacca da moto nuova, quella che - oggi - è strappata e che ha limitato i danni. E poi mi ha messo alla prova in un momento critico. In bilico tra complicità e presenza. Credo di averla superata, ma non ne sono sicuro.

Di Giugno, di questo Giugno 2007, potrei parlarne all’infinito. So che i segni che ha lasciato saranno difficili da cancellare. Fisicamente e non. Ma mi ha dato anche, a modo suo, momenti fuori dal tempo e dallo spazio. Malgrado tutto, Giugno 2007 mi piace ricordarlo per un concerto sotto un cielo stellato ed una lucciola a farci compagnia.

Luglio, senza battere ciglio, mi ha tolto mia nonna materna. Così, senza nemmeno avvisare. Ed io ero lì, immobile che guardavo. Non potevo nemmeno abbracciare mia madre. Poi, non contento, Luglio mi ha ridato il senso del distacco, le distanze incolmabili ed il tempo infinito.

Da Agosto sono uscito vincitore: una corsa di 220 chilometri al mare, un’amaca, il sole. E poi una strada mille curve in taxi, di quelle lunghissime, dove le luci da dove sei partito sembrano già lontane e quelle dove devi arrivare ancora più distanti. Ma alla fine arrivi.

Settembre mi ha preso, mi ha masticato un po’ e mi ha gettato via come una gomma senza più sapore. Non mi ha dato nemmeno il tempo di respirare, con le sue riprese veloci, un altro - ennesimo - distacco inaspettato, un altro infortunio. Si rischia di perdersi in mesi come questi.

Ottobre, invece, ha avvisato eccome quando si è portato via mia nonna paterna. Mi ha tolto le parole che avrei voluto dire a mio padre e che invece sono rimaste strozzate in gola. Ma anche stavolta ho ingoiato, ho rialzato la testa e gli ho strappato il 12 ed il 28. Perchè non si può sempre dare, ogni tanto si deve anche avere.

Anche Novembre si è portato via qualcosa: LEI. E - anche a Novembre - ho pareggiato il conto. Così il 9 è arrivata Dafne… Peccato abbia preso il gol al 90°, quando - con il suo sabato 24 ed in perfetto contropiede - mi ha messo con il culo per terra.

Di Dicembre salvo poche cose: sicuramente un paio di cene dove parli e dici quello che forse non hai mai detto. Servono? Credo di si. Mi regalato anche un paio di weekend inaspettati, che poi sono quelli più belli, perchè ti sorprendono e ti lasciano senza parole. E poi, di Dicembre, salvo il mio ramo natalizio

Chissà quante cose ho tralasciato, ho fatto finta di dimenticare od ho volutamente omesso. Chissà quante pagine si potrebbero riempire con le cose che capitano in un anno. Fitte, intrecciate, intense. Quante facce ho incontrato e quante ne ho dimenticate. Un mescolìo continuo di eventi, di situazioni che - ognuno a modo suo - ci plasma, ci forma e fa guardare comunque avanti. Ecco questi mesi sono passati così, ma sono andati. Hanno abbandonato il campo. Non so se abbiano vinto o meno, ma io sono ancora qui a giocare. Mentre loro lasciano il loro posto a nuovi giocatori.

A proposito: non so cosa faccio a Capodanno…

Broken Heart

Dainese

Moony

Tu c’eri, tu hai visto.
C’eri nel vialetto della vecchia casa, c’eri al faro del Gianicolo, c’eri in veranda questa estate.
C’eri anche stasera.
Come sempre.

‘notte Luna…

Cuore

La domenica si chiude senza far rumore.
Faccio due passi nel pomeriggio, cerco un bar aperto per un caffè, butto mezz’ora e cinquanta euro in supermercato.
Rientrando ascolto per la prima volta “Fango“. Mi soffermo su ogni singola parola, le assorbo una ad una, vorrei risentirla subito.
Rientro in casa, c’è silenzio intorno, il freddo di questi giorni ha ammutolito la città. Il ramo natalizio è acceso, LEI dorme sul lettone ed io la guardo. Mi viene incontro con gli occhi assonnati. Sta crescendo, penso. E con lei, anch’io.
Sonnecchio, leggo un po’, faccio girare un paio di dischi che non ascoltavo da molto tempo. Giro qualche blog. Ritrovo “Fango” su quello di Stardust. La ascolto tre, quattro volte di fila. Lei - Stardust - non lo sa, ma in qualche modo mi ha fatto un bel regalo.
Ciao mamma, come stai?” e ripenso a ieri, quando i miei - dall’altro tavolo - mi guardavano e sorridevano.
Faccio un’altra telefonata: “Allora? Il pane?
Si, questa domenica si chiude senza far rumore.

Che l’unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente

Penso a queste parole.
Penso alle cose che accorciano i tempi tra un battito e l’altro…

[So hush little baby]

Blue Note

« Pagina PrecedentePagina Successiva »