'Technology'

Progresso antisociale?

La notizia è questa.
L’articolo si chiude con le seguenti parole:
“Ma c’è anche un progetto di ricerca cui partecipa la Sony. Lo scopo è sviluppare robot che sappiano interagire con gli umani a fini ludici o didattici, sul modello del cane-robot Aibo messo a punto dalla multinazionale”.

Francamente sono perplesso… dove sono finiti i ragazzi che giocano a pallone nel parco sotto casa? E le bambole? Ed il meccano (per richiamare un pò questo post…)?
Delegare ad elaboratori due aspetti fondamentali della crescita - quali il gioco e l’insegnamento - significa privare l’adolescente della socialità, della convivenza e del senso gerarchico. Altro discorso se utilizzati per colmare handicap particolari.
Parlo da appassionato hi-tech (ed il nome del blog ne è la dimostrazione tangibile), ma non credo che sia la giusta strada da percorrere. Per quanti algoritmi possano scrivere, circuiti sempre più miniaturizzati e veloci possano inventare, ai robot mancherà sempre e comunque l’imprevedibilità della mente umana. Fortunatamente…

Three is pegg’ che two…

E dopo il Piaggio MP3, ecco spuntare un altro ibrido: il Carver.

Ora, tralasciando l’aspetto meramente economico (a partire da 30.000,00 €), quello che mi lascia perplesso è l’aspetto pratico del mezzo in questione. Un veicolo a due ruote dovrebbe - e sottolineo dovrebbe - avere dalla propria parte la praticità, requisito fondamentale per essere usato a pieno in una città come Roma. Come è possibile - anche minimamente - pensare che un veicolo di questo genere, permetta di svicolare nel traffico del LungoTevere alle 8.00 di mattina, qualcuno deve ancora spiegarmelo.
Per allargare un po’ il discorso, prendiamo l’esempio classico: il TMax della Yamaha.
Iniziamo subito col dire che - imho - un aggeggio del genere altro non è che la proiezione, nel mondo delle due ruote, della cosiddetta “Sindrome da SUV”. Costo elevatissimo, ingombro notevole, consumi da jet: ecco quali sono le vere caratteristiche del TMax e di tutti i suo alter-ego (Burgman, Silverwing ecc.). Cosa spinge allora il romano medio ad anelare un mezzo del genere? La risposta è semplice: la cazzataggine. Perchè, oltre la pratica “bruciasemafori”, un mezzo del genere non dà nulla in termini di manegevolezza tra la fila lungoteverina di cui sopra, se non rappresentare una sorta di status symbol a tutti gli effetti.
Ed allora li vedi lì, belli precisi, con il loro TMax (possibilmente con scarico Akrapovic, viterie in ergal e casco rigorosamente Momo Design) sgasare all’accensione del giallo pedonale e partire a mazzetta (per poi - ovviamente - bruciare i freni dopo 100 mt.)… La vita però dà soddisfazioni inaspettate: passare in pieno curvone sull’Olimpica un attrezzo del genere sul proprio SH, non ha prezzo.

Da un mese, prezzo non ce l’ha nemmeno lasciarli sul posto…

Ghghgh…